Ecco i robot che stanno sostituendo gli esseri umani

Lo sviluppo della robotica potrebbe comportare la graduale sostituzione degli esseri umani in molte professioni. Il punto sull'evoluzione dei robot nel mondo

Ecco i robot che stanno sostituendo gli esseri umani

I robot potrebbero sostituirci nel 49% delle occupazioni attualmente esercitate da noi umani. L'avvicendamento tra uomini e tecnologie dotate d'intelligenza artificiale non è più solo uno scenario fantascentifico di qualche regista visionario, è una realtà possibile e concretamente tangibile non appena si viene a conoscenza dello stato di sviluppo della robotica contemporanea. Ad interessare il fenomento saranno e sono i lavori manuali, certo, ma anche quelli intellettuali cominciano ad essere coinvolti come sintetizzato dettagliatamente in questo articolo su tiscali.it

È il caso di Ross, ad esempio, il primo robot ad essere stato elaborato per la comprensione delle cause legali, assunto dalla Baker & Hostetler, è la cosa più simile ad un avvocato artificiale presente nel mercato della robotica contemporanea: " Gli poni le tue domande in inglese semplice, come faresti con un collega, e poi Ross passa in rassegna l’intero corpus legale e ti dà una risposta contenente una citazione e letture a tema a partire dalle leggi, dai precedenti legali e dalle fonti secondarie per metterti velocemente in moto", si legge nella descrizione del prodotto Ibm.

Ross, dunque, ma anche STAR, il robot che può effettuare operazioni chirurgiche in assoluta autonomia. I giornalisti, poi, non se la passano meglio: Associated Press ha cominciato ad usare Wordsmith, che qualcuno profetizza prossimo vincitore di un premio Nobel, un algoritmo capace di scrivere da solo. Funziona dalla metà del 2014 ed è già diventato protagonista sulle riviste trimestrali delle aziende americane. C'è, poi, Otonaroid, il primo conduttore di telegiornali ad essere un robot. Sviluppato dallo scienziato giapponese Hiroshi Ishiguro, il giornalista televisivo somiglia in tutto e per tutto ad un essere umano ed oltre alla capacità di leggere le notizie ha anche quella di interagire con il mondo umano circostante.

Il settore, insomma, sta lentamente coprendo tutte le attività svolte solitamente dagli uomini: i chatbot, cioè quegli algoritmi capaci di chattare con gli esseri umani, utilizzati soprattutto per l'assistenza clienti, i robot che gestiscono interamente alberghi destinati agli esseri umani che consentono ai proprietari delle strutture di dover affrontare molti meno costi di gestione, c'è F, che sta per In-situ Fabricator, il robot muratore, che si muove dentro i cantieri in modo del tutto autonomo ed ha competenze strutturali in tutti i campi della costruzione edilizia e, soprattutto, c'è Handle, la nuova produzione di Boston Dynamics, l’azienda del gruppo Alphabet (Google) che si era già distinta sul mercato della robotica mettendo a punto Big Dog, Atlas, Cheetah e PetMan. Handle si muove su due ruote, ha l'agilità di un ballerino e corre a grosse velocità. Un prodotto che sembra essere destinato ad usi militari, in grado di stare in equilibrio bilanciando la propria massa avanti ed indietro e persino capace di saltare gli ostacoli. La creazione più inquietante degli ultimi anni per coloro che nella robotica vedono un grosso pericolo per l'uomo.

Ci sono le macchine autonome, i commercialisti, i guidatori di camion, i lavoratori domestici, i robot prodotti per avere rapporti sessuali e così via. L'elenco, in fin dei conti, non fa che allungarsi ogni giorno e gli esempi presentati rappresentano solamente una piccola fetta delle invenzioni che ormai settimanalmente vengono presentate nelle fiere a tema. Secondo un rapporto di McKinsey, statistica citata dallo stesso articolo di tiscali.it, poi, i robot avranno la capacità di sostituire l'essere umano nel 49% dei lavori. Non è difficile prevedere che i tassi di disoccupazione possano raggiungere cifre mai viste in tutto il mondo civilizzato. C'è in corso un grosso dibattito sul futuro del lavoro in quanto tale, quindi sulla prospettiva dell'esistenza umana stessa.

C'è, però, anche una questione bioetica che inizia seriamente a porsi al centro del dibattito culturale: quale sarà la posizione dell’uomo in una società nella quale i robot divengono ogni giorno più centrali? Queste macchine saranno in futuro considerate persone? Quesiti che nascondono esiti potenzialmente inquietanti, le cui risposte sarebbero sembrate assurde ed inutili fino a pochi anni fa.

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