Roma - Se l'Inter muove l'alfiere, a Roma ci provano con il re. L'ottavo. Nella partita a scacchi tutta "politica" tra nerazzurri e giallorossi ecco un altro capitolo. Dalla Capitale si muove capitan Totti. Con una lettera in prima pagina sul Corriere dello Sport l'ex Pupone entra in tackle sull'Inter e su Balotelli. "Se io a 19 anni avessi avuto lo stesso atteggiamento di Balotelli, i miei compagni di squadra di allora, Cervone e Giannini, mi avrebbero preso a calci nel sedere. Mazzone mi avrebbe dato due schiaffi e a casa avrei preso il resto dai miei genitori". Chiara la mossa in casa romanista: lasciar perdere gli errori arbitrali (finita la partita si può parlare per cent'anni, ma il risultato non cambia) e metterla sullo stile. Lo stesso tasto toccato anche ieri sera dalla Juventus.
SuperMario chi? Il romanista però non se la prende più di tanto con gli errori arbitrali che "ci possono stare e ci saranno sempre" quanto con Balotelli. "Non si può tollerare che un giocatore come lui, che ha grandissime qualità tecniche, fisiche e atletiche, debba tenere un comportamento così brutto nei confronti di compagni di squadra, avversari, tifosi. Nella finale di Supercoppa - svela Totti - mentre si accingeva a battere il calcio d’angolo l’ho sentito pronunciare la frase ’romanista di m...’. Può capitare un momento di rabbia, ma offese come questa non si dovrebbero ripetere. Invece si sono puntualmente ripetute domenica, con l’aggiunta della linguaccia ai miei compagni". L’auspicio del capitano è che Balotelli possa imparare da chi ha più esperienza di lui: "Magari stando a contatto con grandi uomini come Materazzi e Gattuso, se un giorno li incontrerà in Nazionale, potrà imparare tante cose, soprattutto come ci si comporta. Personalmente posso risultare antipatico con certi atteggiamenti - ammette il capitano - ma mi sono sempre attenuto a questi comportamenti. Probabilmente oggi è un altro calcio, e c’è un’altra maniera di educare i giovani".
In nome della Roma Totti torna anche sulle dichiarazioni post partita del suo compagno Daniele De Rossi, che si era lamentato dell'arbitraggio sbottando: "Tanto qui non si può mai vincere". "Capisco il rammarico di Daniele.
Sento che tra poco anche a lui verrà affibbiata la nomina di romano piagnone. Basta, veramente basta con questi luoghi comuni. Noi che abbiamo fatto questa scelta di vita, di nascere e morire calcisticamente con la stessa maglia, sentiamo il dovere di tutelare i nostri tifosi".- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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