Quanti (e quali) posti di lavoro porterà la rivoluzione green

Secondo il report elaborato da Unioncamere, nel prossimo quinquennio, aumenterà la domanda di competenze in ambito green e nel digitale. Previsti tra 2,2 e 2,4 milioni di nuovi posti entro il 2025

Quanti (e quali) posti di lavoro porterà la rivoluzione green

La transizione energetica sta rivoluzionando non solo le nostre abitudini ma anche il modo di concepire il lavoro. Dalle piccole realtà locali alla grandi imprese internazionali: la green economy sembra destinata a segnare una svolta trasversale nel sistema produttivo italiano.

Secondo il report stilato da Unioncamere (Progetto Excelsior), nel prossimo quinquennio aumenterà la domanda di professionisti specializzati in ambito green e digitale. Il volume sulle previsioni a medio termine dei fabbisogni occupazionali in Italia prospetta una crescita sostenuta già a partire dall'ultimo trimestre del 2021.

Due milioni di posti nuovi fino al 2025

La proiezione elaborata da Unioncamere prevede, per il prossimo quinquennio, un incremento del fabbisogno occupazionale compreso tra 3,5 e 3,9 milioni di lavoratori mentre il turnover interesserà il 70% degli occupati.

Per quanto riguarda i lavori in ambito green, si stima che ben 2,2-2,4 milioni di professionisti dovranno essere in possesso di "competenze verdi", vale a dire, requisiti specifici nell'approccio alla transizione ecologica. La domanda riguarderà in modo trasversale tutti i settori del mercato del lavoro, sia pubblico che privato, a tutti i livelli. "Sono richiesti nuovi profili in grado di lavorare con il digitale e di operare con le nuove tecnologie IoT mentre si rafforza anche la richiesta di green jobs in chiave di sostenibilità - ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli -. È un processo che coinvolge tutte le filiere produttive, anche settori tradizionali e anche il settore pubblico. È uno scenario che apre le porte non solo ai giovani ma anche a tutti i lavoratori che sapranno aggiornare le proprie competenze per mantenere il passo con l'innovazione".

Tra i profili professionali più richiesti non vi saranno solo i bio architetti o gli ingegneri ecologici ma anche il giurista ambientale, lo specialista in contabilità verde, l'addetto commerciale per la promozione di nuovi materiali sostenibili e, ancora, il responsabile degli acquisti green. Dunque, non solo edilizia e riqualificazione abitativa.

I lavori nel digitale

Sulla spinta della transizione verde, anche la domanda di competenze digitali - STEM e innovazione 4.0 - aumenterà in modo sensibile entro il 2025 (tra le 886mila e 924 unità). Basti pensare che nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), nei capitoli relativi all'innovazione, viene messo da conto un investimento di circa 70 miliardi. L'obiettivo del progetto Next Generation Eu, infatti, è quello di promuovere l'approccio green per tutta la filiera lavorativa incoraggiando l'uso della tecnologia digitale.

La richiesta di e-skill (abilità digitali) a vario titolo interesserà sia profili già esistenti che professioni emergenti quali, ad esempio, il data scientist o il big data analyst. Inoltre, con il consolidamento del servizio di cloud computing per le imprese aumenterà la richiesta di esperti in cyber security, business intelligence analyst e artificial intelligence system engineer.

"Industria 4.0, innovazione, green stanno trasformando il mondo del lavoro - ha spiegato Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale umano -.

Si tratta di processi trasversali tra tutti i settori del made in Italy, Per questo c'è bisogno di competenze in linea con le nuove necessità delle imprese. Serve quindi più orientamento, e un rafforzamento, immediato, di Its e discipline Stem".

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