Ubi Banca e Montepaschi guidano i bancari. Vendite su Pirelli, Eni e Generali

Dopo avere trascorso la prima metà della giornata in territorio positivo, Piazza Affari finisce per allinearsi al clima delle altre Borse continentali e va a chiudere abbondantemente in perdita. Gli operatori non vedono però segnali di debolezza strutturale, quanto piuttosto l'impazienza di realizzare i profitti accumulati e il nervosismo fisiologico dopo un rally prolungato. Il calo è generalizzato fra i vari settori, e se fino a poco prima della chiusura i bancari rappresentavano un'eccezione positiva, abbastanza importante da contenere le perdite complessive rispetto agli altri mercati europei, nelle battute finali anche fra le banche sono poche quelle che resistono alla spinta ribassista. L'indice Ftse Mib finisce per cedere l'1,43% a 21.268,51 punti, dopo avere toccato in mattinata il nuovo massimo annuale a 21.778,29 punti. L'indice Ftse Allshare perde l'1,44%, il Ftse MidCap lo 0,95%. I volumi, in crescita rispetto a ieri, si attestano sui 2,3 miliardi di euro. A livello più dettagliato, la debolezza del mercato infiltra anche la relativa oasi dei titoli bancari: dopo i rialzi della mattinata, la maggior parte dei titoli del settore chiude in deciso calo. La fiducia nei risultati societari riesce ancora a spingere le quotazioni di Ubi Banca a +1,8% e Montepaschi a +1,4%, mentre i pesi massimi Intesa SanPaolo e Unicredit cedono rispettivamente l'1,7 e il 2%. La maglia nera delle giornata va a Buzzi Unicem, ieri protagonista in positivo e oggi peggior titolo del Ftse Mib. Il titolo ha perso il 5,3% dopo l'annuncio di un utile netto in calo del 75,9% nel primo semestre e soprattutto le previsioni negative sul 2009. Nello stesso comparto cede il 3% Italcementi e in quello attiguo delle costruzioni Impregilo scende del 3,2%. Pesano sui deboli indici milanesi anche le emorragie delle blue chip. Perdono Eni (-2%), Telecom Italia (-2,6%), Pirelli (-3,1%) e Generali (-1,9%). Cede l'1,8% Fiat, a dispetto dei giudizi positivi degli analisti sull'effetto che l'emissione dei bond di Case New Holland dovrebbe avere sullo stato patrimoniale del Lingotto. Tra gli altri protagonisti negativi si segnalano Atlantia e Campari, entrambe oggetto di tagli di rating, rispettivamente a -3,6% e -2,5%. Tra le poche società in denaro, insieme ai bancari citati, spiccano Terna a +1,2% e Parmalat a +1%.

Fra le small e mid cap, balzano a +12,8% Panariagroup a +21,9% Pramac e a +8,8% Fullsix. Continua anche la corsa di Dmail Group (+6,5%) e Buongiorno (+2,4)%. Chiusura negativa anche per le altre Borse europee. A Francoforte Dax -2,44%, a Parigi Cac40 -1,38%, a Londra Ftse100 -1,08%.

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