Varsavia, Unicredit cerca l’accordo

da Milano

Unicredit sta studiando un compromesso per fugare i dubbi del governo polacco sulla fusione fra le banche Pekao e Bph, acquisita in seguito alle nozze con la tedesca Hvb. È quanto scrive il Financial Times di ieri, secondo cui Unicredit potrebbe rallentare il piano di riduzione del personale e rafforzare il ruolo dei dirigenti di nazionalità polacca nei due istituti. Tra le proposte avanzate vi è la creazione di un consiglio dove la metà dei componenti e la presidenza fosse assegnata a elementi locali, mentre per quanto riguarda la struttura operativa questa farebbe riferimento direttamente al quartier generale a Milano e non alla sub holding viennese.
Secondo il quotidiano la banca di piazza Cordusio dovrebbe limitare a 1.000 unità l'anno il taglio dei posti di lavoro, in modo tale da diluire in il raggiungimento dell'obiettivo previsto di 3-4000 unità su una forza di lavoro di 26mila. La Commissione di controllo sul settore bancario dovrebbe affrontare il caso nella prossima riunione, prevista per l'8 marzo.
Tuttavia, nota il quotidiano, le proposte di Unicredit non affrontano gli argomenti chiave sollevati dal governo. Varsavia aveva deciso di bloccare la fusione Pekao-Bph rifacendosi all'accordo di privatizzazione di Pekao nel 1999, che prevedeva per Unicredit il divieto di acquistare altre banche locali.

Intanto ieri il commissario europeo al mercato interno Charles MmcCreevy si è detto preoccupato delle obiezioni sollevate dal governo di Varsavia in merito alla fusione dei due istituti, sottolineando che non c'è ragione per bloccare l'operazione.

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