
La Chiesa sinodale di Francesco inciampa proprio in Italia. Non si è trovata un'intesa tra i delegati chiamati a votare i contenuti delle Proposizioni, la sintesi del cammino sinodale avviato dalla Chiesa italiana nel 2021. È toccata a monsignor Erio Castellucci, presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale, dare l'annuncio che il testo finale non era stato approvato. Le Proposizioni avrebbero dovuto tener dentro due questioni calde come "l'accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari" e la "responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne". Temi che continuano a risultare divisivi all'interno della comunità ecclesiale tra chi non vorrebbe troppe aperture e chi invece non ritiene sufficienti quelle che già vengono prospettate.
La bocciatura
Monsignor Castellucci ha parlato espressamente di "un ripensamento globale" a proposito del testo bocciato. Davanti alle criticità emerse, non è bastata qualche richiesta di modifica. Castellucci lo ha detto apertamente: "Il testo proposto di fatto è apparso inadeguato". Si è ritenuto di rinviare l'esame del documento a ottobre. Un rinvio che ha determinato un ulteriore slittamento: quello dell'assemblea dei vescovi italiani che non avrà più luogo a maggio ma direttamente a novembre. Il testo in votazione oggi proprio non è piaciuto se i 28 gruppi di lavoro hanno presentato numerosi emendamenti fino a persuadere che la soluzione migliore fosse il rinvio totale. In questi giorni di discussione, d'altra parte, il clima è stato descritto "vivace". Bisogna ricordare che la maggioranza dei partecipanti all'Assemblea è formata da laici: un totale di 442 su circa mille partecipanti.
Delusione
Nel briefing finale, il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, non ha nascosto la delusione per il rinvio. "Una certa delusione c'è, ma non abbiamo perso la gioia. Avremmo preferito rispettare il calendario che ci eravamo prefissati, ma non basta fissare un calendario", ha dichiarato l'arcivescovo di Bologna. Zuppi ha spiegato che "la preoccupazione del consiglio permanente era quella di non 'girare intorno' e mettersi nella via delle decisioni". Un approccio che deve essere sfociato in un testo non unitario. Il capo dei vescovi italiani ne ha preso atto, pur aggiungendo che deve esserci la consapevolezza di non poter avere il "testo perfetto". Il rinvio è stato pensato proprio per far decantare la situazione e darsi del tempo al fine di arrivare ad un testo definito "più maturo". Che non ci fosse unità sulle cinquanta Proposizioni su cui si stava ragionando era emerso nei giorni scorsi nei gruppi di lavoro ed era filtrata la notizia di critiche ai punti da sottoporre poi a votazione.
Diversi partecipanti, presumibilmente sperando in conclusioni più nette, avevano ritenute troppo sintetiche le affermazioni che si trovavano nelle Proposizioni. Questi giorni di lavori all'Assemblea nazionale di Roma si sono conclusi nella basilica di san Pietro con la messa in un clima di consapevolezza che la mancata approvazione delle Proposizioni farà discutere.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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