In una Italia che deve restare a casa per contrastare l'emergenza coronavirus, c'è chi non si può fermare, per garantire la sicurezza e il rispetto delle norme disposte per contrastare il contagio da Covid-19.
I frati carmelitani nella Basilica del Carmine di Napoli hanno esposto il Crocifisso miracoloso che protegge la città dalle calamità peggiori. La statua lignea con i capelli di seta venne esposta già nel 1656 quando la città fu colpita dalla peste che decimò la popolazione. (Lapresse)
Il Comune di Napoli ha predisposto una sanificazione della città per rispondere alle esigenze igienico sanitarie necessarie per contrastare il diffondersi del Covid-19. Comune, Asia e Asl hanno stabilito un programma di 7 giorni in cui verranno disinfettate le maggiori direttrici di Napoli. "Stiamo facendo quello che va fatto e lo faremo ovunque, i decreti vengono aggiornati di ora in ora, ma noi lavoriamo spuntando il dpcm, per riscontrare se abbiamo fatto tutto o se dobbiamo proseguire il nostro lavoro". Queste le parole di Maria De Marco, presidente del Cda di Asia, presente all'avvio delle operazioni di sanificazione in piazza Museo. (Lapresse)
Poche le persone in strada a Napoli. I cittadini hanno accolto l’invito a restare a casa per contenere l’epidemia di coronavirus. L’emergenza sta creando problemi alle attività commerciali. Molti negozi sono vuoti o chiusi
La paura del coronavirus svuota anche Napoli. Strade deserte nel capoluogo campano, nessun cliente nemmeno in ristoranti e pizzerie. (Lapresse)
Dal cofano di una macchina a una casa. Nata durante lo sgombero del campo rom avvenuto a Giugliano a maggio scorso, aveva passato i suoi primi giorni di vita in un’auto. Ora, dopo 10 mesi, Ginevra potrà vivere come tutti i bambini. Con il suo papà e con la sua mamma in attesa di un altro figlio, a breve si trasferirà da una baracca a un appartamento preso in affitto nel centro di Giugliano. Si tratta della prima delle famiglie allontanate a maggio scorso dall’accampamento abusivo situato in località Ponte Riccio che riesce a trovare una sistemazione in un alloggio. A renderlo possibile è stato don Francesco Riccio. Dal battesimo di 12 bambini, al coinvolgimento nelle attività della parrocchia, alla ricerca di una casa, l’impegno del parroco della chiesa di San Pio X sta producendo i suoi risultati nell’integrazione di una comunità da decenni relegata ai margini del territorio