Gli agenti? Sono a rischio-sfratto

Adesso gli appartenenti alle forze dell’ordine residenti in via del Podere Fiume rischiano addirittura di rimanere senza casa. La vicenda è quella dei 96 appartamenti di Torrevecchia-Quartaccio costruiti su impulso della Prefettura e con i soldi (circa il 40 per cento) del ministero delle Infrastrutture come edilizia agevolata per gli agenti della polizia di Stato. Nel 2003 esce il bando, due anni dopo il costruttore (la Iaco srl) termina i lavori e le case vengono finalmente assegnate come da graduatoria. Ma è in quel momento che cominciano le stranezze. La Iaco infatti comincia a vendere gli appartamenti tramite la Progedil 90. Innanzitutto appare curioso come la Iaco venda degli alloggi che ha pagato solo in parte (e dai quali recupera già i soldi tramite gli affitti). Poi non si capisce come mai non esista un diritto di prelazione per i poliziotti affittuari per 12 o 16 anni.
«Il paradosso - racconta Camillo Melideo, segretario regionale dell’Uilps - è che gli stessi non possano concorrere per l’assegnazione di altre case di enti o di servizio, perché risultano già assegnatari di alloggi riservati alle forze dell’ordine».
Inoltre la vendita dell’immobile non è stata comunicata in alcun modo agli inquilini. Così, paradossalmente, alla vendita è seguita l’ingiunzione di sfratto per morosità da parte dei nuovi proprietari. Questo semplicemente perché i poliziotti continuavano a pagare l’affitto alla Iaco. «Ci è arrivata una raccomandata - spiega G.G. assistente capo della polizia di Stato - ma conteneva solo un foglio bianco. Così siamo stati costretti ad affrontare una causa per salvaguardare la nostra casa. Dopo due udienze il giudice ci ha dato ragione ma ora dobbiamo pagare l’affitto al nuovo proprietario».
Resta da capire se invece la Prefettura sia stata avvertita del cambio di proprietà e, in caso di risposta affermativa, perché non abbia cercato di tutelare in qualche modo gli agenti affittuari. Non solo cercando di imporre, quando possibile, un diritto di prelazione, ma almeno riassegnando le case ad altri poliziotti in graduatoria. «Il colmo è che oggi - continua G.G. - nel palazzo abitano persone che non appartengono alle forze dell’ordine». Il sospetto è che il modo in cui siano stati ceduti gli alloggi fosse stato studiato per poter sfrattare gli affittuari.
Altra stranezza il contratto di vendita della casa di G.G.. Nel documento fornito dal notaio che ha fatto il rogito, infatti, non appare alcun riferimento preciso all’appartamento. In più, secondo l’articolo 3, «i fabbricati in oggetto sono stati costruiti dalla parte venditrice a tutte sue cura e spese». Curioso che invece nella convenzione del 4 ottobre 2002 preparata dal ministero delle Infrastrutture il contributo alla costruzione è fissato in 932mila euro su un costo totale stimato di 2 milioni e 319mila euro pari, quindi, a poco più del 40 per cento.
«Una situazione del genere è scandalosa - commentano il consigliere comunale Federico Guidi e quello in XIX municipio Fulvio Accorinti - specialmente visto che è una delle poche volte in cui vengono realizzati edifici per l’edilizia agevolata in una città che ne ha veramente bisogno.

Ci adopereremo presso tutte le istituzioni competenti per cercare di fare chiarezza sulla vicenda per garantire la dignità e il diritto alla casa a queste famiglie». Sulla vicenda sta indagando anche la Procura della Repubblica di Roma in seguito all’esposto-denuncia di 10 condomini dello scorso febbraio.

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