"Card onde sismiche". Occhio a questo messaggio su WhatsApp: cosa nasconde

Arriva su WhatsApp, l'ennesima catena di messaggi. Stavolta riguardano il terremoto in Myanmar. Ma attenzione: la verità è un'altra

"Card onde sismiche". Occhio a questo messaggio su WhatsApp: cosa nasconde
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"Stanno inviando alcune foto del terremoto in Marocco - (o del Myanmar) - tramite Whatsapp. Il file si chiama CARD Onde Sismiche, non apritelo e non guardatelo, vi hackera il telefono in 10 secondi e non può essere fermato in nessun modo. Fate girare!!!! NON APRIRLO. Lo hanno detto anche in televisione. Condividete"

Il messaggio di WhatApp

Da giorni sta circolando sui telefoni di milioni di utenti un messaggio che fa riferimento al terremoto del Marocco o a quello più recente del Myanmar che spinge gli utenti a ricondividerlo con urgenza senza fermarsi a riflettere. Ma attenzione si tratta di quella che un tempo veniva chiamata la classica "Catena di Sant'Antonio" che ora con la tecnologia si è spostata dalle lettere ai messaggi tramite WhatApp anche se l'idea di base è sempre la stessa.

La bufala da evitare

Secondo il messaggio condiviso non solo sul telefono ma anche sul social di Facebook, si tratterebbe di uno stratagemma tramite il quale gli hacker sarebbero in grado di hackerare i nostri smartphone. Non è la prima volte che ci si ritrova davanti post del genere, ma non esiste alcun file chiamato “CARD Onde Sismiche” che possa hackerare il telefono semplicemente aprendo un messaggio.

Il meccanismo di diffusione

Simili a questo ci sono stati decine di casi il cui meccanismo è sempre lo stesso:

Un messaggio che contiene un possibile file pericoloso

Un avviso allarmistico che invita all’azione immediata

Un riferimento alle autorità o a possibili servizi TV

Per fortuna i telefonini moderni, hanno impostazioni tali per cui non basta aprire un messaggio WhatsApp con delle immagini per installare software senza il nostro permesso, ci sono sempre blocchi e avvisi prima che è sempre meglio controllare con attenzione e che ci mettono in allarme.

Detto questo si tratta, in questo caso, dell'ennesima bufala che però può essere utile per ricordare a tutti

gli utenti di fare molta attenzione a file che arrivano da una fonte sconosciuta che non andrebbero mai aperti, se non dopo essersi accertati della loro provenienza e dello scopo per cui sono stati inviati.

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