Lodi per Hamas, intifada studentesca e odio per Israele: chi sono i "Giovani Palestinesi"

Il gruppo dei Giovani Palestinesi pone le sue radici diversi anni fa ma solo dalla nuova esplosione di violenza in Medioriente sono diventati protagonisti tra occupazioni, manifestazioni e insulti

Lodi per Hamas, intifada studentesca e odio per Israele: chi sono i "Giovani Palestinesi"
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La provocatoria manifestazione nazionale del 5 ottobre a Roma per celebrare l'eccidio condotto da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023 è organizzata dai Giovani Palestinesi. È una sigla presente in Italia da tempo, che con il riacutizzarsi del conflitto in Medio Oriente ha trovato ampia visibilità. Il nucleo fondatore è composto principalmente da figli di immigrati palestinesi di 2a e 3a generazione ma nell'ultimo anno sono numerosi e vari i soggetti che vi si sono avvicinati e oggi sono numerosi i simpatizzanti non di origine palestinese che ne supportano l'azione. Dal 7 ottobre hanno organizzato la maggior parte delle manifestazioni pro-Palestina nelle principali città italiane e si sono resi protagonisti anche di alcune occupazioni nelle scuole e nelle università insieme ad altre sigle. E sono pronti a replicare, almeno stando ai proclami di questi giorni.

Sono tornati alla ribalta per alcune dichiarazioni che hanno allarmato il sistema di sicurezza dello Stato, tanto che dal ministero dell'Interno è trapelata l'intenzione di bloccare la manifestazione del 5 ottobre. "Dopo un anno il valore dell’operazione della resistenza palestinese e della battaglia del 'Diluvio di Al Aqsa' è chiaro a tutto il mondo. Il 5 Ottobre 2024 scendiamo in piazza a Roma per una manifestazione nazionale, per sostenere il popolo palestinese e il suo movimento di liberazione nazionale", scrivono i Giovani Palestinesi, che definiscono il 7 ottobre come "la data di una rivoluzione". La loro posizione, però, non stupisce particolarmente, per quanto resti preoccupante.

Nelle loro comunicazioni esaltano gli assalti degli Houthi e solo pochi giorni fa glorificava Abu Shujaa, comandante 26enne del battaglione Tulkarem, braccio armato del Jihad islamico. Era considerato il più pericoloso ricercato di Israele in Cisgiordania e le stesse forze dell'Autorità palestinese hanno tentato il suo arresto, senza riuscirci, di recente. Per i Giovani Palestinesi, invece, Abu Shujaa è un "martire" che sarà "onorato e ricordato come un grande leader" e auspicano che "migliaia di partigiani seguiranno le sue orme".

D'altronde, per questo gruppo "la resistenza non è terrorismo" e sono stati loro, nel con il raggruppamento bolognese, a lanciare "l'intifada studentesca", che ha dato il via la scorsa primavera a una serie di occupazioni negli atenei italiani, strumentalizzando il conflitto in Medio Oriente per contrastare il governo. Ne è la dimostrazione di "ministro genocida" nei confronti Anna Maria Bernini, ministro dell'Università e della Ricerca, in conseguenza di una sua visita presso un ateneo, ospite di un gruppo studentesco.

I Giovani Palestinesi non accettano posizioni diverse dalle proprie: chiunque le esponga diventa un nemico e oggetto di insulti. Incapaci di accettare che esistano diverse opinioni, non sono in gradi di sostenere dialoghi civili ma sono sempre pronti a interrompere quelli altrui.

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