
Gentile Direttore,
quello che ha subito Marine Le Pen non le ricorda la persecuzione giudiziaria contro Berlusconi, o Salvini, o Trump? Si tratta di leader politici che hanno la colpa di essere conservatori, che vengono per questo chiamati «fascisti» e ostacolati perché non fanno altro che ascoltare i reali bisogni dei popoli, che li votano.
Lei cosa ne pensa?
Fulvio Gatto
Caro Fulvio,
hai centrato pienamente il punto: quello che accade in Italia accade anche altrove, negli Stati Uniti, come in Francia, ossia in Paesi che vantano consolidate democrazie ma dove pure avviene che il leader carismatico e amato di un partito, reo di essere di centrodestra, si imbatta in continui procedimenti giudiziari, fondati su cavilli legali, al termine dei quali peraltro quasi sempre viene dichiarato innocente, ma dopo estenuanti battaglie legali, campagne di odio mediatico che perdurano per decenni.
Sopravvivere a tutto questo è un miracolo. E non dico politicamente o professionalmente. Mi riferisco proprio alla salute. Guarda cosa è successo ad uno come Vittorio Sgarbi, annientato da una depressione che non è sopraggiunta per caso, bensì dovuta all'acredine di cui è stato fatto bersaglio senza che gli venisse concessa la presunzione di innocenza, riconosciuta dalla nostra Costituzione, quindi posta a fondamento del nostro ordinamento. L'Italia, ora ce ne accorgiamo, non è migliore né peggiore della Francia. Tutto il mondo è paese. Diciamoci la verità: l'arma giudiziaria viene spesso adoperata per impedire che si realizzi e si compia quello che il popolo sovrano vuole, sceglie e decide. Dici bene: lo hanno patito anche Matteo Salvini, Silvio Berlusconi, Donald Trump. Ma il popolo è sovrano, non la magistratura. Nel caso specifico di Marine Le Pen, in maniera preventiva si decide di proclamarla e renderla ineleggibile prima ancora che venga vagliata e accertata la sua colpa. E questo avviene proprio quando i sondaggi attestano che la sua base di consenso è sempre più ampia e che ella ha ottime chance di governare. Siamo davanti non ad una attestazione di colpevolezza ma ad una attestazione di forza: Le Pen è così forte che è servito lo strumento giudiziario per estrometterla impedendole di candidarsi. Probabilmente verrà poi dichiarata innocente ma il danno sarà stato fatto, l'obiettivo sarà stato raggiunto.
Si è tentato di giocare il medesimo brutto scherzo a Trump. Il risultato? Il popolo lo ha amato ancora di più. Ha visto in lui una sorta di perseguitato. Le Pen trarrà lo stesso benefico effetto, tuttavia non potrà essere eletta.
E questo cosa significa? Che il danno viene fatto innanzitutto agli elettori. Ossia alla democrazia. La leader francese ha commentato con parole efficaci questa sentenza: un colpo inferto allo Stato di diritto. Come darle torto?- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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