Buongiorno Valeria, inizio dicendole questo: mi chiamo S.Z. (immagino che sia pericoloso per la privacy lasciare il nome e cognome) non sono più una ragazza (ho 59 anni), ma ultimamente mi sento tale, perché ho riscoperto l’amore (quello con la «A» maiuscola). Mi spiego subito. Per anni ho preso lo stesso mezzo pubblico, per tornare a casa, dove vivo ancora - dopo una relazione finita male - con i miei genitori, molto anziani. Un bel giorno salendo sul solito bus, ho incrociato lo sguardo di un bell’uomo, un po’ più grande di me, un tipo originale, stravagante, attraente, decisamente non il mio tipo, sulle prime mi sono detta. L’ho incontrato ancora e poi ancora, a mano a mano una semplice conoscenza si è trasformata in una sintonia incredibile, fino a provare, per questo che definirei un «artista gentile», un vero «sentimento d’amore», che però, fino ad ora, ho vissuto in maniera platonica e a sua insaputa, segreta; anche se il suo interesse nei miei confronti mi pare ormai evidente. Insomma, per arrivare al dunque: mi sento giunta a un bivio, o «dichiararmi» (ma non dovrebbe farlo un uomo?) oppure tirarmi indietro per vedere la sua reazione e magari, così, «spingerlo» a fare la prima mossa. Che cosa mi consigli tu? Non so quale mossa fare. L’ho raccontato anche a mia mamma, che mi suggerisce di «dargli tempo», quando non si è più ragazzini le cose si fanno complicate, i timori aumentano, soprattutto per noi donne: e se fosse tutto solo un sogno? Cara Valeria, leggo sempre le tue risposte. Ho scritto a te perché sono sicura che troverai le parole giuste da dirmi, troverai il consiglio adeguato, so che non mi lascerai sola davanti a questa scelta, difficile per me. Grazie di tutto, di cuore! P.s. ah già, il bell’uomo di cui ti ho parlato fino a ora si chiama Hermes, come il dio greco, figlio di Giove, protettore dei «viaggiatori»...
S.Z.
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Deliziosa S.Z., siccome neppure io sono più una ragazza, ho una categorica visione delle divisioni dei ruoli nelle vicende sentimentali: vecchia scuola, insomma. Il primo passo spetta al suo epico viaggiatore, per come la vedo io. Ma ciò non significa che lei non debba avere un ruolo in commedia. Noi donne siamo perfettamente in grado di lanciare messaggi subliminali per orientare una direzione.
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