Mazda CX-5 2023, ecco la nostra prova su strada

Affinamenti estetici, maggior qualità e dotazioni, per un’auto definitivamente matura: tutto quello che c'è da sapere sulla Mazda CX-5

Mazda CX-5 2023, ecco la nostra prova su strada

Per chi conosce bene i costruttori giapponesi e, in particolare Mazda, sa quanto i tecnici non siamo soliti a grosse rivoluzioni riguardo ai restyling dei modelli. È stata spesso seguita la strada dell’affinamento vero e proprio, con piccoli e mirati accorgimenti volti a migliorare ulteriormente quella che, fin dal principio, è risultata un’idea vincente e pienamente riuscita.

Questo è il caso di Mazda CX-5, il noto SUV di segmento C del costruttore di Hamamatsu che ormai dal lontano 2012 popola le nostre strade. Giunto alla seconda generazione (presentata nel 2016) è stato protagonista di un restyling di metà carriera, che ha letteralmente messo i “puntini sulle i” per un’auto che, da anni, rappresenta una scelta razionale e assolutamente convincente in questo segmento. Crescono le dotazioni, il comfort ma anche la tecnologia e non manca un piccolo refresh estetico con nuovi dettagli, gruppi ottici e una gamma rivista per offrire maggior personalizzazione ai clienti. Nuova Mazda CX-5 2023 è disponibile ad un prezzo di partenza da 35.300 euro.

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Design e interni

Leggermente rivisto il look di Mazda CX-5, mantenendo fede alle sue proporzioni da suv di segmento C senza però sembrare una copia del modello presentato nel 2016. Nuovi così i gruppi ottici, ora con doppio motivo ad “L” per le luci diurne a led mentre diventa di serie la tecnologia led per tutti gli allestimenti (Full-led adattivi salendo con gli allestimenti). Rivista anche la trama tridimensionale della grossa griglia frontale, ora più ricercata nelle textures e differenziata a seconda degli allestimenti. Lateralmente, spiccano i nuovi cerchi in lega fino a 19” per la versione Signature in prova, mentre le altre versioni NewGround o Homura adottano un modello specifico di cerchioni. Anche le modanature che percorrono il profilo inferiore della carrozzeria cambiano a seconda delle versioni. Posteriormente debuttano le nuove luci led, anche in questo caso con doppia firma luminosa ad “L”, riprendendo il look del frontale. Nella zona inferiore rimangono poi in bella vista i terminali di scarico cromati, uno o due a seconda delle motorizzazioni.

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Anche l’abitacolo subisce migliorie marginali, volte a impreziosire la dotazione già soddisfacente del modello pre-restyling. L’impostazione della plancia strizza ancora molto l’occhio al mondo analogico, dove si trovano numerosi tasti fisici, manopole e comandi non necessariamente ricondotti al display centrale. Questo rende un po’ superato il concept della plancia ma, al tempo stesso, rende più pratico ed ergonomico l’utilizzo delle principali funzioni. La plancia ha uno sviluppo tipicamente orizzontale, con materiali solidi e robusti: si alternano plastiche rigide nella zona inferiore, plastiche morbide e pelle nella zona alta, oltre a pannelli in simil legno e alluminio con profilati. La parte centrale del tunnel è ricoperta in piano black, sempre molto soggetto a graffi, polvere e ditate. A seconda degli allestimenti è possibile richiedere come optional il tetto apribile, interni in pelle nappa, Head-up display, strumentazione digitale da 7”, portellone del bagagliaio automatico e molto altro.

Lo spazio a bordo è sempre generoso, quasi da record considerando i 4,58 m di lunghezza e 2,70 m di passo. La vita a bordo è piacevole, con sellerie comode, regolabili, riscaldabili e ben rifinite. C’è spazio in abbondanza per gambe e testa anche per i più alti. Il bagagliaio poi è capiente, a partire da ben 506 litri, fino ad un massimo di 1.620 litri, tra i più capienti della categoria. Notevole anche la possibilità del doppiofondo, con un pannello asportabile o che si può nascondere sotto al pianale fisso: nella versione NewGround è ricoperto da materiale idrorepellente, per ospitare attrezzatura tecnica senza sporcare la moquette.

Infotainment

Sulla versione Signature da noi provata è disponibile il nuovo sistema di infotelematica Mazda Connect con display TFT a colori da 10,25”. Un display con finitura opaca, antiriflesso e dalla grafica semplice ed elegante. Non è comandabile tramite touch ma solamente con il rotore posto in mezzo al tunnel, e le relative scorciatoie. Premia la sicurezza in marcia ma un po’ meno l’usabilità. L’interfaccia è abbastanza chiara e ordinata, sebbene altri costruttori beneficino di sistemi più evoluti, rapidi e con più possibilità di connessione: non mancano Apple CarPlay e Android Auto, solamente tramite cavo. Con l’allestimento Signature si ottiene anche il sorprendente impianto audio Bose Surround System con 10 altoparlanti e una qualità audio incredibile. Disponibile poi, di fronte al guidatore, la strumentazione ibrida digitale/analogica, con display a colori da 7”, abbastanza chiaro e semplice da leggere, sebbene non completamente configurabile come per altri costruttori.

Piattaforma e motori

Mazda CX-5 è sempre basata sulla soddisfacente piattaforma Skyactiv Vehicle Architecture (SAV), introdotta ormai da quasi 10 anni ma in costante evoluzione. Coniuga al meglio il concetto di Jinba Ittai giapponese, ovvero il sinolo tra cavallo e cavaliere, due entità separate che, per raggiungere le migliori performance, si fondono come a diventare un’unica istanza. La stessa filosofia è stata quindi ripresa da Mazda nella progettazione delle sue vetture, mettendo l’uomo al centro dello sviluppo della piattaforma. Sempre in quest’ottica è stata perciò affinata la piattaforma SVA, con apposite migliorie alla sensibilità del pedale del gas, del freno e anche nella risposta dello sterzo, per restituire il miglior feeling possibile, in linea con ergonomia e una corretta postura. Anche l’assetto ha beneficiato di un piccolo ritocco, capace ora di contenere meglio le vibrazioni dal manto stradale, oltre a sorreggere meglio in curva, riducendo rollio e beccheggio.

Lato insonorizzazione, è stato fatto un gran lavoro per contenere le vibrazioni degli ottimi motori Skyactiv-D, ridurre il rumore da rotolamento degli pneumatici e anche dai fruscii aerodinamici, introducendo maggior materiale fono-assorbente e installando dei vetri doppi. I motori non sono stati modificati, è infatti disponibile lato benzina il 2.0 4 cilindri aspirato Skyactiv-G da 165 o 194 CV, entrambi con possibilità di richiedere il cambio automatico a sei rapporti e/o la trazione integrale AWD. Lato diesel, si riconferma l’ottimo 2.2 Skyactiv-D da 150 o 184 CV, anche in questo caso con l’opzione della trazione integrale e cambio automatico per il primo, mentre il più potente ne è equipaggiato di default.

Prova su strada

Nuova Mazda CX-5 convince fin dai primi metri. Avendo avuto modo di provare tutte le generazioni del modello, non posso che apprezzare l’enorme crescita in termini di comfort e qualità percepita in movimento. Solidità, robustezza, coesione e coerenza sono i primi aggettivi che ho segnato nei miei appunti durante il periodo di prova. Convince la risposta dello sterzo, la resistenza alla pressione dei pedali, il suono con cui le sospensioni digeriscono le buche della strada. Si respira profumo di Premium, sebbene Mazda non abbia mai dichiarato apertamente il suo posizionamento nel mercato. La raffinatezza giapponese raggiunge così la massima espressione, rendendo ogni spostamento da A a B un piacere, non tanto in termini di performance ma quanto nelle percezioni che si hanno dalla meccanica.

Forse stona leggermente la piccola ruvidità del propulsore diesel – nonostante sia uno dei più silenziosi e reattivi di questo segmento. L’accoppiata con l’automatico a sei rapporti (un robotizzato aggiornato in questa ultima veste) non raggiunge a pieno la rapidità di alcuni moderni doppia frizione, sebbene sia comunque fluido e morbido. Il nostro diesel da 184 CV spinge bene fin da subito, grazie anche ad un peso di circa 1.745 kg, ormai un valore “contenuto” se rapportato alle auto elettriche degli ultimi periodi. Non abbiamo purtroppo avuto modo di provare l’efficacia della trazione integrale, anche se è riuscita a comportarsi bene in un breve tratto particolarmente fangoso. Promossi anche gli ADAS, di livello 2 sulle versioni Singature, leggono bene la segnaletica e adeguano in maniera abbastanza morbida la velocità dell’auto sulla base del veicolo che ci precede. Non dei migliori in commercio ma svolgono bene il loro lavoro e non risultano particolarmente invasivi.

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Consumi

L’assenza di un modulo mild-hybrid forse fa perdere qualche punto in termini di consumi ed emissioni, con 173 g di CO2/km dichiarati per il nostro allestimento. La coppia è buona (445 Nm a 2.000 giri/min) mentre lo 0-100 km/h non è super brillante (9,6 secondi) connotando l’indole tranquilla e turistica di CX-5. Ci saremmo forse aspettati qualche valore in più rispetto ai 12,5 km/l di media che abbiamo registrato in un percorso misto, tra città, autostrada ed extraurbano. In città soffre il peso e la trazione integrale, non facendo meglio di 11 km/l, mentre in autostrada oscilla tra i 13 e i 15 km/l a seconda dello stile di guida. Eccelle invece in ambito extraurbano, su strade provinciali fino a 90 km/h, dove riesce a far segnare un ottimo 17 km/l di media.

Prezzi e allestimenti

Alla base della gamma si posiziona l’allestimento Business, da 35.300 euro con cerchi in lega da 19”, interni in tessuto nero, clima automatico bi-zona, fari anteriori led, Mazda Connect da 10,25”, monitoraggio dell’angolo cieco e retrocamera. Si sale con NewGround da 37.600 euro con cerchi specifici da 19”, interni dedicati con finiture lime, retrovisori esterni neri lucidi, protezioni satinate sotto i paraurti. Salendo ancora si trova Exceed, da 38.050 euro con cerchi da 19”, interni in tessuto, fari LED adattivi, frenata di emergenza al posteriore, rilevatore stanchezza conducente. Si passa ad Homura, allestimento sportivo da 39.800 euro con cerchi specifici neri da 19”, modanature nere lucide sulla carrozzeria, inserti rossi sulla calandra, telecamere a 360 gradi, strumentazione digitale da 7”. Si arriva infine alla nostra versione Signature, da 41.350 euro che aggiunge ad Homura i cerchi da 19” cromati, interni in pelle Nappa, impianto audio Bose, portellone automatico posteriore, retrovisore interno fotocromatico. Il modello da noi provato, con il 2.

2 Skyactiv-D da 184 CV, cambio automatico e trazione integrale AWD in allestimento Signature (più colorazione e tetto apribile) arriva ad un prezzo chiavi in mano di 51.250 euro. Consigliamo comunque di recarsi presso la rete vendita Mazda o sul sito ufficiale per conoscere eventuali sconti o promozioni in corso.

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