Calcio travolto dal nuovo scandalo scommesse Tutti i verbali dell'inchiesta che scuote il pallone

In manette l'ex capitano della Lazio ed ex attaccante della Nazionale. Tra gli indagati anche Doni, capitano dell'Atalanta che rischia di non salire in A. E Bettarini, che dice: "Non c'entro nulla". L'inizio dell'indagine a Cremona (leggi qui) dopo che 5 giocatori furono drogati con un calmante. Leggi tutti i verbali. I video delle gare

Calcio travolto dal nuovo scandalo scommesse 
Tutti i verbali dell'inchiesta che scuote il pallone

Cremona - Torna il calcioscommesse: falsati i campionati di serie B e Lega Pro in corso. Un tentativo (fallito) di "truccare" Inter-Lecce. Le partite condizionate sottobanco, gli accordi in campo e negli spogliatoi. Non è totonero, le scommesse non sono clandestine, ma effettuate sul mercato italiano o, più spesso, per non destare sospetti, sui mercati esteri: europei o asiatici. Ex giocatori di serie A, giocatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società di Lega Pro, in manette dopo l'indagine della mobile di Cremona, coordinata dal Servizio centrale operativo: sette in carcere, nove ai domiciliari più 28 indagati in stato di libertà per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.

NOMI IN VISTA Il nome di spicco è quello di Beppe Signori, ex attaccante e capitano della Lazio (Foggia di Zeman, Bologna per chiudere la carriera) visto anche ai Mondiali '94 con la Nazionale di Sacchi. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari. Il bomber, 43 anni, era conosciuto nel mondo del calcio come un appassionato di scommesse. Famoso l'episodio in cui mise in palio un milione con un compagno per mangiare una brioche intera in 30 passi. Nell’ordinanza, il giudice scrive: "Beppe Signori, è leader indiscusso per ragioni di prestigio personale del gruppo di Bologna. Il suo nome non deve essere pronunciato o deve essere pronunciato con cautela. Si preferisce parlare di 'Beppe nazionale' o di colui che ha segnato 200 gol in serie A".

BETTARINI E DONI Indagato, a piede libero, anche Stefano Bettarini, ex marito di Simona Ventura e commentatore della trasmissione Quelli che il calcio, coinvolto nel 2004 in una storia di scommesse quando era alla Sampdoria e squalificato dalla giustizia sportiva. Sarebbe coinvolto nel tentativo di truccare Inter-Lecce. E con lui Cristiano Doni, capitano dell'Atalanta appena tornata in serie A. Pure lui già finito in vicende di scommesse per Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia nel 2001.

SIGNORI: "ABBIATE PIETA'" "Ma non avete pietà in questa situazione? Abbiate pietà. Io non posso dire nulla, incontrerò il mio legale e poi parlerà lui per me". Queste le uniche parole di Signori, raggiunto telefonicamente prima che si recasse in questura a Bologna per l’interrogatorio. Dopo quasi due orel'ex bomber è uscito dagli uffici della questura. Giacca scura, camicia bianca e jeans, l’ex attaccante agli arresti domiciliari, verso le 12.50, è stato fatto salire su una Punto blu, accompagnato dagli agenti della polizia. Circa venti minuti prima Signori era già uscito dagli uffici della mobile e aveva attraversato piazza Galileo per trasferirsi in questura, nel palazzo di fronte, al lato opposto della strada. Ad attenderlo fotografi, telecamere e anche un tifoso, con sciarpa del Bologna al collo che gli ha gridato: "Grande Beppe!".

BETTARINI: "NON C'ENTRO" "Ho appreso dalla stampa che sarei indagato in un procedimento penale davanti alla procura della Repubblica di Cremona insieme a molte altre persone alcune delle quali ex calciatori come me e che conosco per questa ragione. Non c’entro nulla con qualsiasi azione volta a truccare i risultati delle partite e non so nulla di cosa facessero le altre persone coinvolte nell’indagine": così l’ex difensore Bettarini commenta il suo coinvolgimento nell’inchiesta sul calcioscommesse che è in corso. "Ho già conferito mandato ai miei legali (Gaspare Dalia e Ernesto De Toni) per tutelare la mia reputazione - ha aggiunto Bettarini - perchè il mio nome è stato accostato con lo stesso rilievo a persone che addirittura sono state arrestate mentre io non sono stato neppure informato dell’indagine o perché si è pubblicato che sarei stato condannato per un altra vicenda analoga mentre - ha concluso - io ho avuto esclusivamente una sanzione disciplinare per omessa denuncia di condotte illecite di altri".

FERMATO ANCHE BRESSAN C’è anche l’ex calciatore Mauro Bressan, 40 anni, tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta della procura di Cremona. L’ordinanza all’ex centrocampista di Fiorentina, Genoa, Venezia, Foggia, Bari, Cagliari e Como è stata notificata oggi nella sua abitazione di Cernobbio dalla squadra mobile comasca. Bressan ha vinto la coppa Italia del 2001 con la Fiorentina e ha poi concluso la sua carriera in Svizzera. E tra gli arrestati c’è anche l’ex capitano del Bari, Antonio Bellavista. Sarebbe stato uno dei coordinatori dell’organizzazione.

GLI ALTRI ARRESTATI Coinvolti anche il difensore dell'Ascoli Vittorio Micolucci, il centrocampista Vincenzo Sommese e Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio. Sono tutti stati arrestati dalla squadra mobile di Ascoli Piceno. Per Micolucci e Sommese (già coinvolto in passato in un caso di calcio scommesse) la misura disposta è quella degli arresti domiciliari. Parlato, invece, è stato arrestato e portato in carcere. A Pescara, la mobile guidata da Pier Francesco Muriana, ha eseguito due arresti. Si tratta di Massimo Erodiani proprietario di una tabaccheria a San Giovanni Teatino (Chieti) e gestore per interposta persona di due sale scommesse, una a Pescara e l’altra ad Ancona. Con lui in manette anche il portiere del Cus Chieti calcio a cinque Gianluca Tuccella, impegnato anche come allenatore nelle minori del calcio locale.

ORGANIZZAZIONE CRIMINALE I calciatori e gli ex giocatori professionisti arrestati dalla polizia erano parte integrante di una vera e propria "organizzazione criminale" nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario. Nei confronti dei 16 arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove "importanti e inconfutabili". Dall'organizzazione venivano effettuate puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia sia all'estero.

I GRUPPI DIVERSI Il gip spiega che gli scommettitori avrebbero puntato sulla serie cadetta e sulla Prima divisione perché sarebbe stato più facile coinvolgere i giocatori. Le loro prestazioni deludenti in campo, infatti, avrebbero dato meno nell'occhio rispetto a quelle dei colleghi di serie A. Al centro dell'inchiesta Signori, "leader indiscusso" e tra gli organizzatori del gruppo di scommettitori "bolognesi", che pianificavano partite e scommesse. Un altro gruppo di scommettitori abituali, chiamati gli Zingari si era organizzato attorno all'ex giocatore di origine slovacca Almir Gegic (ex compagno di Bressan al Chiasso).

Gli Zingari, secondo il gip, "hanno finanziato numerose partite truccate proponendosi, comunque, per finanziarne altre". Tra i giocatori abituali c'erano anche albanesi e svizzeri. Più un altro gruppo di scommettitori di Milano.

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