
La prima partita con più attenzioni concentrate sull'arbitro, piuttosto che sulle due squadre, finisce con un deludentissimo nulla di fatto.
Non nel risultato, ovviamente, visto che il Bologna ha passeggiato sulle macerie dell'Empoli, alle prese con ben altre preoccupazioni legate alla salvezza, ma perché le decisioni condivise con il Var, che dovevano essere spiegate in diretta urbi et orbi, non sono mai arrivate. Mai partita fu più facile da arbitrare, senza il minimo spunto di ricorso alla moviola, se non per una deviazione in corner di Skorupski sull'unico tiro empolese che arbitro e guardalinee non hanno visto assolutamente, ma che il Var ovviamente non poteva correggere.
Così i «moviolisti» che ci tormentano in tutte le partite, in quella più attesa restano dormienti. E dunque resta vana l'attesa del debutto del «Var illustrato», che ora passa ad arricchire ulteriormente di curiosità il derby di questa sera. Al Bologna invece basta poco per far capire da che parte tira il vento: un minuto e 24 secondi dal via e Riccardo Orsolini è già solo davanti a Seghetti, ma calcia fuori. Al 22' invece lo stesso Orsolini timbra l'1-0 sfruttando un cross di Odgaard e una dormita di Cacace. Il raddoppio dopo 6 minuti con un tocco magico dell'olandese Dallinga che stoppa perfettamente un lancio di Ndoye e appoggia di esterno destro nell'angolino alla sinistra del portiere.
E lo stesso olandese a inizio ripresa sfrutta un altro assist del solito Ndoye per firmare la doppietta personale.È il 3-0 che prenota la finale di coppa Italia e di fatto certifica la differenza di 33 punti tra le due squadre in campionato e che renderà impossibile un ribaltone nel ritorno a Bologna di fine mese.
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