Il centrosinistra perde i pezzi: Municipio sull’orlo della crisi

«Vi dovreste vergognare - tuona Marco Tagliafico - capogruppo di Fi - delle tante proposte presentate in campagna elettorale. Siete stati solo capaci di organizzare feste e pentolacce, alla faccia del fangodotto, della malasanità, della sicurezza e sull'aiuto agli anziani. Avete fallito e ve ne dovete andare a casa!». Si accentua la profonda crisi che negli ultimi mesi attanaglia la maggioranza di centrosinistra del Municipio Valbisagno, più volte messa sotto dall'opposizione. In occasione della seduta consiliare di ieri a Molassana, dopo Tagliafico sono intervenuti Giuseppe Russo e Vittorio Carpi i quali, dopo un periodo di «militanza» nel gruppo misto, per trovare una sorta d'intesa con gli stessi compagni di partito (da ieri ex), hanno presentato al presidente Agostino Giannelli una dichiarazione scritta di dissociazione dalla sinistra, in occasione dell'ordine del giorno che riguardava le «problematiche inerenti la giunta municipale e quella comunale». Entrambi hanno esposto le stesse motivazioni: «Dopo due anni di conduzione del centro sinistra, il bilancio è nettamente scadente. Da oggi passiamo ufficialmente all'opposizione e presentiamo un documento di richiesta di convocazione immediata di un nuovo consiglio per chiedere la decadenza degli assessori del Municipio».
Andrea Sessarego, Monia Giordano e Sergio Pagnoni non godono più della fiducia dell'intera opposizione né di qualche consigliere del centrosinistra che, ancora fino al prossimo consiglio, desidera rimanere anonimo. Per questo motivo sul documento di sfiducia presentato da Carpi e Russo e firmato dall'opposizione c'erano solo dieci firme, un escamotage che spiega bene ancora Russo: «Per tutelare alcuni consiglieri da eventuali ritorsioni psicologiche, e non solo, da parte dei compagni di partito, così come successe al consigliere Foglino (IdV), costretto alcuni mesi fa dai colleghi di maggioranza a togliere la sua firma da un documento presentato dal centrodestra, abbiamo deciso di rendere pubblici i nomi di tali persone in occasione del prossimo consiglio quando, durante la votazione, saranno determinanti per rimuovere gli assessori da quelle comode poltrone».

Laconica e scontate la risposta di Giannelli: «Purtroppo sono costretto a prendere atto del malumore che intercorre tra i colleghi della mia maggioranza e che, molto probabilmente, non abbiamo più i numeri per governare, un fatto del quale discuteremo al prossimo consiglio dove verificheremo le nostre potenzialità, se avrò ragione io gli assessori non si toccano, se non avremo i numeri andremo alle votazioni e si vedrà».

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