Volata a sorpresa al Tour: sugli Champs Elysées Philipsen beffato da Meeus

Il Tour riserva sorprese fino all'ultimo centimetro. Nella volata più prestigiosa al mondo Philipsen fa tutto bene ma viene beffato dal connazionale, avanti di un niente. Spazio ora per la festa dei vincitori, incluso l'azzurro Ciccone, re delle montagne

Fonte: Twitter (@LeTour)
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Il Tour de France quest’anno è stato spettacolare fino all’ultimo metro. Nella passerella finale a Parigi si finisce con la solita volata ma, stavolta, Jasper Philipsen non può festeggiare. A beffarlo per pochi centimetri è il connazionale della Bora-Hansgrohe Jordi Meeus, vincitore a sorpresa della volata forse più prestigiosa del ciclismo mondiale. Gran soddisfazione per il giovane belga, al suo primo Tour ma c’è stato spazio anche per i grandi festeggiamenti di chi a Parigi ha qualcosa da celebrare. Dalla commozione della maglia gialla Vingegaard al gran sorriso di Giulio Ciccone, che ha incorniciato la sua maglia a pois prendendosi l’ultimo punto buono per la classifica scalatori. Sul palcoscenico più bello al mondo c’è anche un po’ d’Italia, il che, vista la crisi decennale delle nostre due ruote, non era affatto scontato.

Una passerella agrodolce

Partenza ritardata per questo gran finale in uno scenario certo inusuale per la Grande Boucle, il velodromo nazionale dove si terranno le gare del ciclismo alle olimpiadi estive di Parigi 2024. Atmosfera da ultimo giorno di scuola, con bicicletta gialla d’ordinanza per Jonas Vingegaard, tanto per imitare il nostro Giulio Ciccone, in completo tutto a pois da qualche giorno. Accoglienza da eroe per Thibaut Pinot, ancora scocciato per non esser riuscito a trionfare ieri, quando si correva a casa sua, all’ultima sfilata nella corsa più importante al mondo. Neanche il tempo di abbassare la bandiera verde che il solito Victor Campenaerts parte a razzo, tanto per ricordare a tutti che ha vinto il Super Prix per il ciclista più combattivo: decisamente meritato anche se il ciclista belga avrebbe potuto fare molto meglio se si fosse saputo gestire durante queste massacranti tre settimane in bici. C’è poi spazio per le solite foto di rito, con i quattro vincitori delle maglie in bella mostra davanti al peloton. Momento agrodolce, in effetti: alla gioia di Jasper Philipsen, Giulio Ciccone e, chiaramente, Jonas Vingegaard, il rimpianto di Tadej Pogacar, che avrebbe volentieri fatto a meno della sua “solita” maglia bianca per quella del rivale danese.

Se i primi 50 chilometri di questa tappa celebrativa sono stati fatti ad andatura decisamente turistica, le cose cambieranno appena si entrerà nello storico circuito di 6,8 chilometri che si snoda tra alcuni dei monumenti della capitale francese, dagli Champs Elysées all’Arco di Trionfo fino a passare nel cortile del Louvre. I festeggiamenti lasceranno quindi il posto alla corsa vera e propria, che offrirà ai velocisti rimasti in gruppo l’ultima possibilità di ottenere una vittoria al Tour. Gli occhi sono puntati sulla Alpecin-Deceuninck, il cui treno si è rivelato davvero micidiale in volata. Jasper Philipsen ha iniziato il suo filotto straordinario l’anno scorso proprio a Parigi ed avrebbe una gran voglia di ripetersi. Per capire come andranno le cose oggi bisognerà però aspettare ancora molto. In gruppo la voglia di faticare è ai minimi storici.

Tour 2023 tappa 21 Alpecin foto ricordo
Fonte: Twitter (@LeTour)

Rischio pioggia per i velocisti

A 75 chilometri dal traguardo, Ciccone ed Alaphilippe vanno avanti e si godono l’affetto del pubblico parigino, accorso come al solito in gran numero, agevolati anche dall’andatura ancora agevole tenuta dal gruppo. Il primo passaggio sugli Champs Elysées offrirà ai ciclisti l’opportunità di vedere il nuovo arrivo, rinnovato rispetto agli anni scorsi: il traguardo è a 700 metri da Place de la Concorde, un bel lancio per i vari treni, che dovranno sgomitare parecchio per arrivare all’ultima curva in posizione ideale. A complicare le cose, poi, la pioggia prevista per il tardo pomeriggio, che renderebbe il pavé del finale decisamente infido. C’è anche spazio per l’ultimo GPM del Tour, la Côte du Pavé des Gardes: Mads Pedersen porta il compagno di squadra Ciccone a prendersi il punto in palio e offrirgli un plateale omaggio. All’interno del gruppo molti hanno voglia di rovinare la festa di Philipsen, che di sgarbi piccoli e grandi ne ha fatti diversi.

Tour 2023 tappa 21 Pedersen Ciccone
Fonte: Twitter (@LeTour)

In mattinata era arrivata la notizia che Vingegaard proverà a ripetersi partecipando all’edizione forse più dura di sempre della Vuelta a España, con ben 13 arrivi in salita. Oggi il campione danese è in modalità risparmio energetico e molti si domandano come funzioneranno le cose nella Jumbo-Visma, visto che in Spagna parteciperà anche Primoz Roglic, trionfatore al Giro. Sul lungosenna si viaggia sempre sotto i 30 km/h ma è proprio la squadra olandese a portarsi avanti al gruppo quando si entra sugli Champs Elysées. Da lì in avanti sarà, finalmente, corsa vera. Appena si entra nel circuito cittadino, partono subito Alaphilippe e Kung, che provano ad animare il gruppo già prima di arrivare all’Arco di Trionfo. Cambio netto di velocità, ben oltre ai 60 orari e peloton già molto allungato dagli strappi della Lotto e della AG2R, a riprova che molti proveranno ad evitare la prevedibilissima volata finale. Incredibilmente a provare a rispondere all’azione è proprio Tadej Pogacar, marcato stretto dal gregario di Vingegaard Van Hooydonck: i due non collaborano ma prendono qualche secondo sul peloton, invitando altri ad aggregarsi alla fuga.

Pogacar ci prova

Il coraggio del campione sloveno, rivitalizzato dalla vittoria in volata di sabato, è notevole ma le possibilità che ce la faccia a staccare ulteriormente il gruppo sono abbastanza poche. Van Hooydonck concede qualche timido cambio a Pogacar ma servirebbe qualche altro ciclista per rendere interessante questo tentativo di fuga. A 40 chilometri dal traguardo il vantaggio del duo di testa oscilla attorno ai 20 secondi ma alle loro spalle ci si sta organizzando per andarli a riprendere. Con il peloton a distanza di tiro, parte un gruppetto di ciclisti: con Kwiatkowski e Skjelmose c’è anche l’azzurro Alberto Bettiol ed il tedesco Nils Politt. Ora che sono in otto, vedremo se qualcuno darà una mano al campione sloveno per mantenere in vita la fuga. Il peloton prende sul serio il pericolo e si mette all’inseguimento, contenendo in 5 i secondi di vantaggio grazie allo sforzo delle squadre dei velocisti. La fuga viene ripresa a 32 chilometri dalla fine ma non sarà certo l’ultimo degli attacchi per scongiurare la prevista volata di gruppo.

Tour 2023 tappa 21 fuga Pogacar
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A lanciare il nuovo attacco ci prova il francese Remi Cavagna, seguito poi da Clarke e da Oliveira: Pogacar ha ancora voglia di farsi vedere e si lancia all’inseguimento, allungando il gruppo. I 14 secondi di vantaggio del trio di testa non sembrano preoccupare il peloton, dove si mette ancora al lavoro la Alpecin; certo non si aspettavano di dover faticare ancora così tanto nella passerella finale. Anche questo tentativo sembra esaurirsi ma si sta andando decisamente forte. Quando il peloton tira un attimo il fiato, il trio di testa si porta ad una ventina di secondi di vantaggio. A lavorare per il compagno di squadra Pedersen si mette anche Giulio Ciccone, che aumenta il ritmo del peloton ma senza dare grossi scossoni. A due giri dall’arrivo Clarke e soci sono sempre avanti: riusciranno ad arrivare fino alla fine?

Philipsen beffato da Meeus

L’idea generale è che riprendere la fuga non farebbe che aprire il fianco ad un’azione più pericolosa quindi le squadre dei velocisti sono ben lieti di lasciarli avanti, sicuri di poterli riprendere in fretta. Il pavé inizia a mietere vittime tra i ciclisti: dopo il problema alla catena di Hindley è anche il ciclista della Groupama Stefan Küng a dover cambiare la bici. Fortunato lo svizzero che deve fermarsi proprio quando il gruppo ha raggiunto il trio di testa: se non ci fosse un altro attacco potrebbe tornare in gruppo senza sprecare troppe energie. Come previsto, sta iniziando a piovere sulla Ville Lumiere, una preoccupazione in più per le squadre dei velocisti a meno di dieci chilometri dal traguardo finale di questo Tour de France.

Tour 2023 tappa 21 gruppo Arc de Triomphe
Fonte: Twitter (@LeTour)

Come da copione, nuova azione che vede protagonista Campenaerts proprio sulla campanella dell’ultimo giro, ma il buco viene chiuso quasi immediatamente da Skjelmose e qualche altro ciclista. Il gruppo inizia ad oscillare, con le varie squadre che iniziano a muoversi per la prossima volata: ovviamente Philipsen si mette a ruota di Mathieu van der Poel ma devono darsi da fare per rispondere al nuovo strappo di Izaguirre e Bettiol, molto combattivo oggi. A cinque chilometri dall’arrivo l’azione viene riassorbita ma l’azzurro non si vuol dare per vinto, inseguito dai gregari della Alpecin. A dargli una mano ci prova anche Cavagna ma il gruppo è subito su di loro. Si deciderà tutto negli ultimi due chilometri di questo Tour de France. La Jumbo-Visma si sgancia per evitare problemi in quella che si preannuncia come una volata molto combattuta.

Tour 2023 tappa 21 ultimo chilometro
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Pogacar avanti alla flamme rouge con Mohoric tanto per scompaginare le carte ma è il lungo rettilineo a fornire gli ultimi verdetti di questo Tour. Volata lunghissima con Pedersen e Groenewegen che partono in anticipo ma poi, come al solito, spunta la maglia verde di Jasper Philipsen che mette l’ultimo colpo di reni.

Ci vuole ancora il fotofinish per decidere chi si aggiudicherà la volata più prestigiosa del Tour: sulla sinistra si è fatto largo benissimo un altro belga, Jordi Meeus ma bisogna aspettare qualche minuto per rendersi conto che il cannibale delle volate, stavolta, non ha trovato la spallata giusta. Gran soddisfazione per l’alfiere della Bora-Hansgrohe, l’ultima sorpresa di un Tour de France che ha saputo dare spettacolo fino all’ultimo metro.

Classifica di tappa e generale

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