
Prende il via ufficialmente a partire dal mese di aprile la campagna di revisione dell'Isee finalizzata a ottenere un aumento dell'importo spettante per quanto concerne l'assegno unico universale comprensivo di arretrati. Dalla giornata di ieri, per effetto del Decreto interministeriale 75/2025 pubblicato dal Ministero del lavoro, sono a disposizione di contribuenti e intermediari i nuovi modelli della Dsu con relative istruzioni per aggiornare l'Indicatore della situazione economica equivalente.
Ma cosa cambia concretamente per le famiglie e per quale motivo si parla di aumenti? A partire dal 3 aprile è possibile non indicare più nel Quadro FC2 alle sezioni I e II del Modulo FC.1 della Dsu Mini o Integrale, in quanto esclusi dal patrimonio mobiliare rilevante ai fini del calcolo dell'Isee, il valore dei titoli di Stato "di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398", dei buoni fruttiferi postali (inclusi quelli trasferiti allo Stato) e dei libretti di risparmio postale posseduti alla data del 31 dicembre del secondo anno precedente quello di presentazione della Dsu, fermo restando che è individuato un tetto massimo di 50mila euro per ciascun nucleo familiare.
Chiaro che una situazione del genere comporti innanzitutto una riduzione dell'Isee, con conseguenze che ricadono sulle misure da esso derivanti, in primis proprio l'assegno unico universale: questo aggiornamento, pertanto, produrrà dei vantaggi per le famiglie, che vedranno incrementare il totale spettante della misura a partire dal mese prossimo. I contribuenti possono pertanto già rivolgersi agli intermediari, come patronati e caf, o utilizzare i modelli precompilati scaricabili sul portale dell'Inps per escludere queste forme di risparmio e investimento dalla nuova dichiarazione sostitutiva unica.
Affinché si possano lecitamente escludere dal computo del patrimonio mobiliare familiare tali investimenti devono risultare sottoscritti, per quanto concerne l'Isee 2025, entro il 31 dicembre 2023. Se si dovesse provvedere in modo autonomo mediante modulo precompilato non è necessario produrre alcuna documentazione addizionale, dal momento che l'Inps ha già a propria disposizione i dati relativi al patrimonio mobiliare del contribuente. Nel caso in cui ci si rivolga a un intermediario, costui dovrebbe già essere in possesso di tutti i dati sugli investimenti, in quanto inseriti nella Dsu precedentemente acquisita: cambia il computo, dal momento che quegli importi, fino a un massimo di 50mila euro, non saranno più considerati ai fini Isee.
Per ottenere l'Isee si somma il reddito complessivo della famiglia al 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare ottenendo così l'Ise, da dividere poi per il valore della scala di equivalenza (parametro che dipende dal numero dei componenti del nucleo familiare). Le variabili da considerare per quanto concerne la concretezza degli aumenti sono tante, per cui è impossibile fare una previsione precisa per ogni singolo caso.
Si può fare l'esempio di una famiglia tipo composta da 3 persone, 2 genitori e un figlio minorenne, con reddito complessivo annuo di 25mila euro e un patrimonio mobiliare da 55mila euro con 45mila euro di Btp. Prima della modifica, con l'inclusione degli investimenti, l'Isee raggiungeva quota 18.500 euro e l'assegno unico per il figlio minore circa 160 euro mensili.
Con le nuove norme, escludendo interamente i titoli di Stato (45mila euro), rimarrebbe un patrimonio mobiliare di 10mila euro: l'Isee scenderebbe a 13mila euro, mentre l'assegno unico si incrementerebbe fino a circa 210 euro.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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