In ferie a Ferragosto? Occhio alla tassa invisibile sulle vacanze

Firenze è il capoluogo di regione con la tariffa più alta. Ad oggi, sono diciassette su venti le città principali italiane che applicano questo tributo

In ferie a Ferragosto? Occhio alla tassa invisibile sulle vacanze
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Il caro prezzi sulle vacanze ha penalizzato notevolmente il portafoglio degli italiani. Oltre agli aumenti di benzina, alimentari e biglietti aerei c’è da considerare anche l’imposta di soggiorno che pesa sulla spesa complessiva delle ferie. Tra le più care, Firenze risulta il capoluogo di regione con tariffa più alta per la tassa giornaliera turistica. I dati provengono dall’analisi di Centro Studi Enti Locali, per Adnkronos, basata sulla singola tipologia di struttura ricettiva. Ecco tutte le cifre riferite al tributo di soggiorno.

Le cifre in base alle stelle

In base alle stelle dei luoghi di soggiorno cambiano le cifre. Infatti le tariffe per gli alberghi a una stella vanno dai 50 centesimi di Palermo, Perugia e Potenza ai 3,50 euro del capoluogo toscano. Ci sono delle vie di mezzo come Ancona, Cagliari e Venezia, dove la tassa ammonta a un euro, mentre a Trieste la cifra è di 1,20 euro. Infine a Catanzaro, Genova e Trento il costo è di 1,50 euro, Milano e Napoli si assestano due euro, Torino a 2,30 euro e, infine, Roma, la cifra è di tre euro. Per un due stelle a Palermo, Perugia e Potenza che, così come Ancora e Cagliari, la richiesta è di soltanto un euro mentre a Firenze il ticket giornaliero è di 4,5 euro.

Bed and breakfast

Per quanto riguarda i bed and breakfast la tariffa media dell’imposta di soggiorno nelle città italiane principali ammonta mediamente a 2,3 euro. Le cifre di Ancona, Perugia e Potenza sono nettamente inferiori, infatti le tasse sono di 0,50 euro. A Cagliari, Palermo e Trento il prezzo è di 1,50 euro mentre a Catanzaro si sale a 2 euro. A Venezia, invece, viene applicato il tributo differenziato che va da due a cinque euro in base alla classificazione dei servizi, stesso discorso a Trieste. A Trento, come la media delle altre città capoluogo, le cifre si assestano a 2,3 euro. Genova, Milano e Napoli, invece, hanno prezzi più alti, infatti la richiesta è di 3 euro. A Roma e Firenze rispettivamente i prezzi sono di 3,5 e 5,5 euro.

Case vacanza

Considerando case e appartamenti vacanza, la città maggiormente competitiva, considerando esclusivamente la voce imposta di soggiorno, è Aosta dove la tariffa è di venti centesimi a persona a notte. Ad Ancona, invece, il prezzo è di 0,50 euro e a Perugia e Potenza si assesta a un euro. Per quanto riguarda Cagliari, Catanzaro, Palermo e Trento, la richiesta è di 1,5 euro mentre a Torino si sale a 2,3 euro e a Genova, Milano e Napoli si arriva a 3 euro. Roma e Firenze restano le più care con rispettivamente 3,5 e 5,5 euro. Trieste e Venezia propongono imposte differenziate in base al tipo di immobile, la richiesta va da 1,20 a 2,2 euro e da 2 a 4 euro.

Come funziona

Per quanto riguarda l’imposta di soggiorno questa viene applicata per notte a persona. Ogni contribuente deve controllare il regolamento applicativo ma spesso sono previsti sconti ed esenzioni di tipo oggettivo come il fatto di non applicare la tariffa in alcuni periodi dell’anno. Viene considerata anche la natura soggettiva la quale comprende esenzioni per minori, persone a mobilità ridotta o residenti nel comune in questione. Solitamente viene programmato un periodo temporale massimo di applicazione dell’imposta, passato questo momento non viene più applicata in base ai pernottamenti.

Chi applica l'imposta

Attualmente sono diciassette su venti le città capoluogo italiane che applicano il tributo.

L’Aquila, Campobasso e Bari non prevedono alcuna tassa di soggiorno anche se l’ultima città citata è pronta ad attivare il pagamento dell’imposta. Complessivamente Ancona, Cagliari, Palermo, Perugia, Potenza e Trieste, presentano le cifre più moderate.

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