Studenti fuori sede, ecco quando la spesa dell'alloggio è detraibile

La misura fa riferimento alla detrazione dell’Irpef del 19% sui canoni di locazione sostenuti dagli iscritti all’università

Studenti fuori sede, ecco quando la spesa dell'alloggio è detraibile
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Il Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), all’articolo 15, comma 1, lettera i-sexies, prevede un’importante agevolazione per quegli studenti iscritti a facoltà universitarie lontane dalle città di residenza. Spesso i giovani si trovano in difficoltà economiche quando devono lasciare casa per studiare e questa norma è stata pensata proprio per dare loro un aiuto concreto. Ma qual è l’incentivo garantito dal Testo unico? La misura fa riferimento alla detrazione dell’Irpef del 19% sui canoni di locazione sostenuti dagli studenti universitari. Un’agevolazione preziosa per affrontare le spese di affitto.

A chi spetta la detrazione fiscale

Il provvedimento, in ogni caso, non è esteso a tutti gli studenti, ma è stabilito in alcuni casi specifici. Lo studente deve rispettare alcuni parametri per usufruire dell’incentivo, che riguardano la tipologia di contratto di locazione e, soprattutto, la distanza chilometrica della facoltà universitaria. I contratti devono essere registrati per la prima volta o confermati sulla base della legge 431/1998, la quale regola le locazioni degli immobili adibiti ad uso abitativo. La detrazione è possibile anche per i cosiddetti contratti di ospitalità o per gli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative. Nessuna agevolazione, invece, per la sublocazione o per i contratti che non rispettano la legge 431/1998.

La distanza dell’università dalla residenza dello studente

Un altro parametro fondamentale per ottenere la detrazione è la distanza che esiste tra la sede della facoltà universitaria frequentata e il comune di residenza. Se questa distanza è inferiore ai 100 chilometri non scatta l’agevolazione. L’incentivo vale, invece, anche per chi frequenta un’università ospitata in una provincia diversa da quella di residenza. L’obiettivo della normativa, comunque, è aiutare soprattutto coloro che sono molto lontani da casa. Come riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore, verificate la distanza dell'università e la tipologia di contratto, la detrazione spetta ogni anno per le spese effettivamente pagate (vale il principio di cassa) dallo studente, nella percentuale del 19% (senza franchigia) e con un limite di 2.633 euro.

Come si applica la detrazione

La detrazione fiscale viene calcolata tenendo presente sempre l’imposta lorda segnalata nella dichiarazione dei redditi. Ciò significa che se lo studente, in seguito al reddito prodotto, in questo caso insufficiente, non è nelle condizioni di portare a detrazione l’intera spesa, la parte in eccedenza viene persa. Per ottenere il beneficio bisogna produrre un’autocertificazione.

Un particolare importante è relativo all’intestatario del contratto di locazione. Non è obbligatorio che questo sia firmato dallo studente, né che sia lui a pagare l’affitto. La detrazione è possibile anche se sono i familiari a stipulare il contratto e a versare il canone di locazione.

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