Coltiva cannabis a 84 anni: "La pensione è bassa, c'è la crisi...". Arrestato

Sequestati 260 kg di marijuana tra piante sradicate o già essiccate, mazzi appesi in una baracca e sacchi di fogliame. Il nonno pusher di origine calabrese è residente alla periferia di Vigevano. In 24 ore sarà processato per direttissima

Ai poliziotti che l'hanno trovato con il falcetto in mano in mezzo alla sua piantagione di marijuana, l'ha detto senza troppa vergogna: «Agente, scusi ma con la pensione di 300 euro che mi passa lo Stato... tirare a campare la famiglia mica ci si riesce. C'è la crisi...». Non fosse per l'età quella giustificazione sarebbe suonata come una beffa, ma G.C., che di anni ne ha la bellezza di 84, sulla sua fedina penale non aveva mai avuto la minima macchia. Fino a ieri, quando gli agenti del commissariato di Vigevano (Pavia), l'hanno arrestato in flagranza per coltivazione illecita di sostanze stupefacenti. Attività che il pensionato non poteva certo svolgere per uso personale, vista l'età e soprattutto il quantitativo di piante sequestrate: 260 chili. Le manette ai polsi del nonno pusher sono scattate nel pomeriggio: in mattinata un'informazione confidenziale aveva avvisato la polizia di una vasta coltivazione di marijuana in una vigna in strada San Marco, alla periferia di Vigevano. Dopo aver passato in rassegna campi e vigne della zona, gli agenti hanno individuato l'orto di G.C., calabrese d'origine ma da anni trapiantato a Vigevano dove ha messo su famiglia con moglie, figli e nipoti. Il pensionato è stato sorpreso con gli attrezzi del mestiere in mano: falcetto e rastrello. Accanto a pomodori e zucchine c'erano cinque piante di marijuana a terra, 190 piante sradicate, 19 mazzi appesi in una baracca, 7 piante già essiccate e due sacchi di fogliame. Totale: 260 kg., per l'appunto. Sospettando che il pensionato potesse fungere da prestanome, i poliziotti gli hanno chiesto di spiegare come si coltiva la droga e lui ha risposto puntuale, spiegando metodi di innaffiamento, raccolta ed essiccazione dello stupefacente con dovizia di particolari. L'arresto è scattato quindi in flagranza ma, in attesa del processo per direttissima che si terrà domani davanti al Tribunale di Vigevano, vista l'età G.C.

non è stato rinchiuso nella cella di sicurezza del commissariato, ma è stato sistemato prima in un ufficio e poi in camerata, dove stanotte dormirà in mezzo ai poliziotti. Ora gli agenti stanno cercando di risalire ai canali di smercio della droga

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