Costa Concordia, i pm: Schettino rischia 2697 anni di carcere

Il Riesame ha esaminato i ricorsi della difesa di Schettino e della procura di Livorno che hanno impugnato gli arresti domiciliari decisi dal gip

Costa Concordia, i pm: Schettino rischia  2697 anni di carcere

Mentre il maltempo sta causando ulteriori ritardi ai tecnici impegnati nelle operazioni preparatorie allo svuotamento dei serbatoi della Costa Concordia e ancora non si sa quando le operazioni di defueling potranno riprendere, oggi il tribunale del riesame di Firenze ha esaminato i ricorsi della difesa di Francesco Schettino e della procura di Livorno che, per motivi opposti, hanno impugnato la decisione con cui il gip ha disposto gli arresti domiciliari per il comandante della nave naufragato il 13 gennaio scorso.

La decisione del Riesame è attesa entro il 9 febbraio. L’udienza si è conclusa verso le 15, dopo circa tre ore e mezzo. Le richieste dei pm di Grosseto sono che per Schettino venga ripristinata la misura cautelare in carcere perché esisterebbe il rischio di fuga o di inquinamento delle prove. La difesa, ritiene invece che questi rischi non sussistano e chiede anche la revoca dei domiciliari. "Schettino si aspetta quello che abbiamo chiesto: la sua liberazione", ha dichiarato Salvatore Parascandola, uno dei legali del comandante della Costa Concordia.

Secondo i calcoli della Procura di Grosseto, Schettino rischia 15 anni per omicidio colposo plurimo, dieci anni per disastro da naufragio e otto anni per ciascuno dei passeggeri abbandonati e morti in conseguenza del naufragio. Considerando che le vittime sono 34 e 300 sono i passeggeri abbandonati nella notte nella nave, si arriverebbe, secondo la procura, a 2697 anni di carcere.

Intanto, il giudice per le indagini preliminari, dottoressa

Valeria Montesarchio ha emesso ordinanza di ammissione dell’incidente probatorio e ha fissato l'udienza il 3 marzo 2012 alle ore 9.30 nella sede del Teatro Moderno di Grosseto in via Tripoli 33/35. 

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