Crisi, Draghi fiducioso: "C'è rallentamento nel deterioramento"

Il governatore di Bankitalia dal vertice dell'Ecofin di Praga intravede "un rallentamento nella crisi mondiale". Ma avverte: "Cerchiamo seganli positivi, ma attenti a non interpretare una rondine come primavera". Poi elogia il G20: "Bene la lotta ai paradisi fiscali"

Crisi, Draghi fiducioso: 
"C'è rallentamento 
nel deterioramento"

Praga - Un filo di speranza. "Ci sono segnali di un rallentamento del deterioramento della crisi": lo ha detto a Praga il governatore della Banca d’Italia e presidente del Fsb, Mario Draghi. Secondo Draghi, però, "siamo talmente alla ricerca di segnali che occorre stare attenti a non interpretare una rondine per primavera". Il governatore di Bankintalia ha ricordato che "questa crisi è unica perché combina una velocità di diffusione senza precedenti, dimensioni senza precedenti e una interrelazione tra la finanza e l’economia reale". Secondo Draghi infatti "il deterioramento progressivo dell’economia locale potrebbe rimbalzare sul sistema finanziario". Il governatore ha sottolineato inoltre come la singolarità di questa crisi risieda anche nel fatto che sia stata "sincronizzata globalmente".

Bene il G20 "È importante politicamente che si faccia luce sui paradisi fiscali" continua il governatore di Bankitalia e presidente del Financial Stability Board aggiungendo che "serve uno sforzo di trasparenza sui bilanci bancari". Il vertice del G20 di Londra ha dimostrato "un agire e opinioni comuni" fra le maggiori economie internazionali e "sono state enfatizzate eccessivamente le differenze tra Stati Uniti ed Europa". Secondo Draghi è da sottolineare il fatto che "anche se la crisi non si risolve con un provvedimento, i 20 capi di Stato si sono completamente impegnati per risolvere la crisi".

Regole sulla finanza Il quadro di nuove regole che l’Fsb, presieduto da Draghi, ha elaborato per la finanza internazionale impone "un

regime di sanzioni per essere rispettato, sanzioni che devono applicare le autorità nazionali". Lo ha detto il governatore di Bankitalia secondo il quale "è chiaro che se si impongono delle regole ci vogliono delle sanzioni".

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