Cospito di nuovo in carcere: dimesso dall'ospedale torna a Opera

Alfredo Cospito, dopo la conferma della detenzione al 41-bis, è tornato nel carcere di Opera dopo alcune settimane di osservazione ospedaliera

Cospito di nuovo in carcere: dimesso dall'ospedale torna a Opera

Venerdì scorso la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della difesa di Alfredo Cospito che dovrà rimanere al 41-bis. L'anarchico, che dopo anni trascorsi presso il carcere di massima sicurezza di Bancali, a Sassari, è stato trasferito il mese scorso nella struttura di Opera, a Milano, ha annunciato un inasprimento delle condizioni auto-imposte sullo sciopero della fame. Da alcune settimane, per motivi precauzionali, l'anarchico era stato ulteriormente spostato e portato nel reparto carcerario dell'ospedale San Paolo, dove veniva costantemente monitorato ma, è notizia di oggi, a poche ore dal rigetto del ricorso è stato nuovamente trasferito in una cella del carcere milanese.

I medici dell'ospedale San Paolo hanno dimesso questa mattina Cospito e secondo quanto si apprende da fonti di via Arenula è stato riportato nel Sai dell'istituto penitenziario di Opera, dove continuerà a essere assicurata la massima attenzione alle sue condizioni di salute. Dal ministero di Giustizia si fa sapere che la decisione di dimettere l'anarchico e di ricondurlo in carcere, dove comunque è detenuto all'interno della zona sanitaria, è arrivata a seguito di un numero adeguato di giorni durante i quali i parametri vitali si sono mantenuti stabili, rassicurando i medici sulla possibilità di un rientro a Opera. Il Sai, servizio assistenza intensificata di cui è dotato il carcere di Opera, infatti, è in grado di garantire la massima assistenza per i detenuti nelle condizioni in cui si trova Cospito.

Dopo il nuovo trasferimento in carcere, fonti legali provenienti da Alfredo Cospito hanno riferito che d'ora in poi l'anarchico ha intenzione di assumere esclusivamente acqua e sale, eliminando gli integratori a base di potassio che aveva ripreso ad assumere in vista dell'udienza del 24 febbraio. Ha interrotto anche il consumo di zuccheri, come riferito da fonti a lui vicine, secondo le quali nel carcere di Opera l'anarchico non avrebbe il controllo cardiaco costante del quale godeva all'ospedale San Paolo. Da chi lo ha visto in carcere viene descritto come "lucido e convinto".

Intanto aumentano le minacce allo Stato, alle istituzioni e ai loro rappresentanti da parte degli anarchici. "Spero che qualcuno dopo di me continuerà la lotta", ha detto l'anarchico subito dopo la sentenza, dicendosi convinto che morirà presto.

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