"Lui feste e droga". Ecco chi è la donna che ha sposato Alberto Genovese

La testimonianza D., la donna che l'imprenditore ha sposato in carcere lo scorso 5 dicembre: "Negli ultimi mesi la situazione era degenerata, non l'ho mai visto come un uomo violento"

"Lui feste e droga". Ecco chi è la donna che ha sposato Alberto Genovese

"So che Alberto col suo gruppo faceva delle feste, fino a notte inoltrata, ma io non vi partecipavo perché poi al mattino lavoravo, oltre a non gradire il tipo di festa e le persone coinvolte". A parlare è D., 46 anni, la donna che Alberto Genovese ha sposato lo scorso 5 dicembre, mentre si trovava in regime di detenzione domiciliare presso una stuttrura privata per disintossicarsi dalla dipendenza da cocaina. Interrogata dalla pm Rosa Stagnaro, il 20 novembre 2020, la moglie del 46enne racconta dei festini a "Villa Lolita", residenza estiva dell'imprenditore milanese: "Alberto con il suo gruppo faceva delle feste fino a notte inoltrata, - dice - ma io non vi ho partecipato perché poi al mattino lavoravo".

"Con Alberto un rapporto tradizionale"

La relazione tra D. e Genovese è cominciata molti anni fa. "Ci conosciamo da molti anni. - spiega la 46enne in un passaggio dell'interrogatorio rilanciato dal Corriere.it - Ho avuto una relazione con Alberto durata circa quattro anni. Il nostro è stato un rapporto normale, tradizionale", precisa rispondendo alla domanda del pubblico ministero se fosse a conoscenza dei rapporti intimi, estremi, che l'imprenditore intratteneva con le altre donne.

La relazione tra Genovese e Borusso

Dopo la rottura, D. e Genovese hanno continuato a frequentarsi da buoni amici, anche durante il periodo in cui l'ex "re delle startup" ha avuto una relazione con Sarah Borusso, condannata a 2 anni e 5 mesi per la violenza sessuale a "Villa Lolita". "Qualche volta, in modo goliardico, – dice la 46enne a proposito dell'ex coppia -hanno raccontato di aver avuto alcuni rapporti sessuali con altre persone, ma io ho trovato questi argomenti sempre particolarmente sgradevoli e non ho mai voluto fare domande in merito".

Il patto con l'imprenditore

Oltre a un legame di tipo affettivo, D. è stata anche un riferimento importante per Genovese. Gli è stata vicina dopo la cessione della startup (una società dal fatturato milionario), circostanza che ha rappresentato un punto di non ritorno per l'equilibrio psico-fisico del 45enne. Tuttavia, è rimasta lontana dal giro dei festini: "Io avevo una sorta di patto con Alberto: volevo stargli e restargli vicina, ma assolutamente lontana da queste dinamiche. - continua - So che Alberto col suo gruppo faceva delle feste, fino a notte inoltrata, ma io non vi partecipavo perché poi al mattino lavoravo, oltre a non gradire il tipo di festa e le persone coinvolte".

I festini a "Villa Lolita"

Nell'estate del 2020, la 45enne era stata ospite di Genovese sull'isola di Ibiza. Nella villa c'era un continuo viavai: "Ho visto alcune ragazze molto giovani arrivare e trattenersi nella villa, ospiti di Alberto (…), - racconta alla pm -credo che facessero quel genere di feste che tutti immaginano, con musica techno che andava avanti fino all’alba, ma io ero nel mio alloggio ed avevamo un bodyguard per evitare che i partecipanti alla festa venissero anche davanti alle nostre stanze. Avevano semplicemente scelto di passare l’estate lì piuttosto che stare a Milano, a casa in smart working". D., precisa ancora il Corriere.it, ha raccontato anche di aver visto una ragazza che "si sentì male" e, al tempo, pensò che fosse per via della droga.

La cena a "Terrazza Sentimento" e le confidenze

Alcuni giorni dopo l'abuso sulla modella 18enne, a "Terrazza sentimento", la 45enne partecipò ad una cena proprio nell'attico milanese dell'imprenditore. "Ad un certo punto lui ha detto a tutti che aveva avuto un problema alla fine della festa dei giorni precedenti. - spiega D. -Ha parlato di un gioco finito male con una ragazza che si era sentita male, che c’era stato l’intervento della polizia a seguito della denuncia della ragazza e che gli avevano sequestrato la casa. Nell’imbarazzo dell’argomento - aggiunge –non ho ritenuto di fare troppe domande, ma gli ho chiesto di poter parlare con i suoi legali per avere chiarimenti. La sua ricostruzione appariva frammentata e poco credibile. Nella mia testa ho creduto che avesse fatto del sesso con un ragazza, che quel gioco fosse finito male e che qualcosa fosse andato storto a letto con la ragazza e che la casa gli fosse stata sequestrata per la droga".

"Cambiava argomento"

Nei giorni successivi all'arresto, il 6 novembre 2020, Genovese si confidò con l'amica (l'attuale moglie): "Mi ha detto che aveva risolto con la ragazza, che la ragazza era tranquilla, che le aveva fatto un regalo. Mi sembra ricordare che parlasse anche di qualcosa regalato alla madre della ragazza che era molto dispiaciuta per quello che era successo. Ricordo che lui mi ha detto che lei sarebbe andata in vacanza con lui ad Istanbul".

Poi smise di fargli domande: "Non sono riuscita a chiedergli nulla in più in quelle circostanze, perché lui non mi prestava attenzione per un tempo ragionevole e voleva sempre cambiare argomento (…) - mette ancora a verbale la 45enne -e devo dire di aver sottovalutato la vicenda e che non ho mai creduto che Alberto sarebbe stato accusato di un reato così terribile". Poi conclude: "L’idea che ci fosse stata effettivamente violenza non mi ha mai sfiorata. Non ho mai visto Alberto come un uomo violento".

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