"Lo hanno trovato morto". La strana fine dell'uomo che denunciò Boeing

È morto per cause ancora da accertare un ex dipendente della Boeing nel bel mezzo di una causa legale contro la sua azienda: quali sono le accuse e la risposta della multinazionale

"Lo hanno trovato morto". La strana fine dell'uomo che denunciò Boeing
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È davvero un giallo la morte di John Barnett, 62 anni ed ex responsabile della qualità del colosso americano dell'aviazione civile Boeing, che il 9 marzo è stato trovato senza vita per una ferita mortale che si sarebbe "autoinferto" e sulla quale sono in corso le indagini della polizia. Soltanto pochi giorni prima, l'ex dipendente che per 32 anni ha lavorato per la Boeing, si trovava in causa con la multinazionale per gli standard di sicurezza utilizzati a bordo degli aerei.

Le accuse a Boeing

La Bbc, che per prima ha riportato la notizia della scomparsa di Barnett, ha ricostruito la vicenda iniziando dal 2017 quando fu costretto a un pre-pensionamento per motivi di salute: durante la sua carriera si era occupato anche del 787 Dreamliner, aereo di linea all'avanguardia che viene utilizzato soprattutto per le rotte a lungo raggio. Due anni dopo essere andato in pensione, sempre all Bbc dichiarò che alcuni lavoratori dell'azienda, sotto pressione, avessero montato alcune parti dei velivoli in maniera non conforme agli standard internazionali. Ma non è finita qui perché Barnett denunciò serie problematiche con le maschere a ossigeno con una su quattro che avrebbe potuto non funzionare in caso di emergenza.

Dopo aver iniziato a lavorare nella Carolina del Sud, si era preoccupato che la "spinta" a costruire nuovi aerei significasse che il processo di assemblaggio fosse affrettato e la sicurezza compromessa ma la Boeing ha negato e respinto ogni accusa. Sempre all'emittente britannica si era lamentato che alcuni lavoratori non avesseri seguito le procedure corrette e fatto "scomparire" alcuni componenti difettosi.

L'intervento a Tmz

Soprattutto dopo la sua scomparsa, circola in rete una recente intervista che aveva rilasciato all'emittente Tmz, un'organizzazione giornalistica che si occupa di scandali di proprietà della Fox Corporation. Barnett non si era sorpreso sui problemi che recentemente hanno intreressato i Boeing 737 Max, uno su tutti il portellone d'emergenza che si era staccato in volo. "Ha sostenuto di aver visto Boeing chiudere un occhio sui problemi di sicurezza per anni. Ci ha anche detto che fosse allarmante che ai Boeing 737 Max fosse stato dato il via libera per volare di nuovo così presto dopo l'incidente dell'Alaska Airlines".

La sua ancora misteriosa morte arriva, dunque, nel bello delle sue deposizioni nel suo caso contro la ex azienda nella città di Charleston.

La società ha rilasciato una dichiarazione in cui si è detta rattristata dalla sua morte. "I nostri pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi amici". L'avvocato di Barnett, infine, ha dichiarato alla stampa internazionale che la sua morte è una "tragedia".

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