L'Istituto Geografico Militare racconta la cartografia: "Così si conosce lo Stato"

Il generale di Divisione e comandante dell'Istituto Geografico Militare Pietro Tornabene spiega le origini della cartografia in una conferenza organizzata dall'Igm a Palazzo Cusani. "L'obiettivo è riportare le carte geografiche nelle scuole"

L'Istituto Geografico Militare racconta la cartografia: "Così si conosce lo Stato"

Che cos'è la cartografia? E quale ruolo riveste quest'antica disciplina nell'identità di una nazione? Già durante l'epoca dei babilonesi, inventori della Mappa mundi, l'umanità sentiva l'esigenza di rappresentare lo spazio, mettendo sé stessa al centro di un mondo di cui quasi nulla si conosceva. Da Anassimandro a Tolomeo, da Fra Mauro a Mercatore, l'Istituto Geografico Militare (Igm) ha provato a ripercorrere la storia della cartografia in una conferenza tenuta ieri, giovedì 2 marzo da Pietro Tornabene, generale di Divisione, dal 2017 comandante dell'Igm e già Deputy Chief of Staff Support presso la Resolute Support Mission in Kabul - Afghanistan. L'evento, organizzato a Palazzo Cusani, a Milano, arriva dopo i festeggiamenti per i 150 anni dalla costituzione dell'Istituto, celebrati lo scorso ottobre.

Che cos'è e cosa fa l'Istituto Geografico Militare

L'Igm, fondato come Istituto Topografico Militare, esiste dal 1861 ed è uno degli enti pubblici che da più tempo risiede nella stessa struttura, a Firenze, che per 6 anni è stata peraltro la capitale del Paese prima di Roma fino al 1871. Nel capoluogo toscano, in via Cesare Battisti (San Marco) per l'esattezza, i militari si occupano dal 1872 della cartografia dello Stato. Nel 1882, grazie al regio decreto 1084 del 27 ottobre, l'Itm diventò Istituto Geografico Militare, e iniziarono i lavori per la prima carta topografica d'Italia in scala 1:100.000. La realizzazione di questa carta durò ben 30 anni.

Oggi l'Istituto prosegue la sua attività nella sede "San Marco", dove al pubblico è data la possibilità di usufruire della biblioteca geografica e di visitare il museo. "L’istituto ha raccolto tanti documenti nel museo della storiografia italiana", osserva il generale Tornabene. "La cartografia ci dà il senso dello spazio. Gli elementi fondanti del nostro vivere quotidiano sono il senso del tempo e della spazialità. Il primo è la capacità di memorizzare qualcosa che cambia nel tempo. La spazialità ci permette di avere il senso di dove andare e del luogo dove viviamo per poterlo modificare e noi adattare".

Capire la cartografia per capire il mondo che ci circonda

"La cartografia è la conoscenza stessa del territorio e la coscienza dello Stato, che si conosce attraverso la cartografia", spiega l'ex comandante del Genio. "Non ci può essere coscienza collettiva – continua – senza coscienza del luogo dove si vive per relazionarsi con questo luogo. Uno dei miei obiettivi è di riportare le carte geografiche nelle scuole. Il digitale ci permette di avere nel palmo di una mano tutto, ma l’illusione di non imparare nulla ci dà la certezza dell’ignoranza. Ed è questo che dobbiamo combattere. Per fare una carta serve una sottostruttura scientifica, una rete geodetica".

conferenza istituto geografico militare

Quali sono i segreti della cartografia? "Conoscere la latitudine, la longitudine e l'altezza sul livello del mare. Al territorio bisogna dare un nome e qui nasce la toponomastica. L’istituto agisce come primus inter pares: ogni regione ha necessità di comunicare tutte le modifiche fatte ai nomi". Ma come vengono stabilite precisamente le frontiere sulle carte geografiche prodotte dall'Istituto Geografico Militare? "I confini esistono, anche nell’Europa unita e nell’Europa culturale. Il confine da un punto di vista tecnico viene individuato con dei manufatti inamovibili, i cosiddetti termini di confine, che nella loro semplicità stabiliscono in maniera efficace la presenza del confine. Il confine materializzato sul terreno è sempre lo strumento migliore. In Italia abbiamo 1.913 km di frontiera con 8.157 termini di confine, divisi tra noi e Francia, Austria, Svizzera e Slovenia. Spesso si trovano nei punti più impensabili, anche in montagna".

Le altre attività dell'Istituto Geografico Militare

Tornabene mette poi in guardia dai falsi storici e ricorda l'importanza delle copie rispetto alle carte originali: "Le copie possono essere analizzate da vicino", afferma. I militari dell'Istituto Geografico Militare non si limitano però soltanto alla produzione cartografica e toponomastica. I sottufficiali vanno infatti preparati nei teatri operativi, tenendo conto quindi non solo della geografia, ma anche di fattori sociali, culturali ed etnici.

Rispondendo a una domanda sulla guerra in Ucraina, il generale Tornabene ha ribadito poi che esistono carte riservate e altri tipi di documenti che sarebbe meglio non mostrare, sia per l'esercito dello Stato alleato, sia per quello nemico. E in effetti pochi conflitti sono stati raccontati direttamente dal fronte, fianco a fianco ai soldati.

"L'unica guerra che si è vista davvero in Tv è stata quella in Vietnam. Ci sono sì i giornalisti embedded, ma oggi vediamo sempre le stesse immagini. Perfino uno sguardo di un soldato può dare un'indicazione sul luogo dove si trova o sul morale di un esercito", conclude il generale.

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