
Un uomo di 53 anni originario di Sansepolcro ma residente a Selci, frazione di San Giustino nella provincia di Perugia, è accusato di violenza sessuale aggravata per aver in più di una circostanza abusato della figlia minorenne della compagna.
La vicenda, su cui ha realizzato un servizio l'inviato de Le Iene Luigi Pelazza, è venuta a galla grazie ad almeno quattro video degli stupri ripresi dalla vittima, all'epoca dei fatti 14enne. Filmati che, ad oggi, rappresentano ovviamente la prova più importante per inchiodare l'uomo alle proprie responsabilità, e che sono stati mostrati da Pelazza al 53enne, il quale prima ha in sostanza ammesso tutto ("voleva essere penetrata, mi veniva addosso", rivela l'uomo) e poi si è scagliato contro il so interlocutore colpendolo con calci e pugni.
Secondo il racconto della giovane, che attualmente vive in un centro d'accoglienza, gli abusi si sono verificati quando aveva solo 14 anni e Pasquale, questo il nome del 53enne, entrava in azione solo quando la compagna, madre della vittima, non era presente in casa. "Ho sempre cercato di respingerlo ma lui mi tratteneva con la forza", ha spiegato all'inviato de Le Iene la ragazza,"non appena mia madre andava a lavorare, lo ritrovato nel mio letto. Mi ha stuprata tutte le volte che voleva".
Ciò nonostante, la 14enne era riuscita a mantenere la lucidità per riprendere di nascosto quegli abusi, riuscendo a salvare 4 video che avrebbe poi inviato per primo a un tiktoker albanese con cui si era confidata. Quest'ultimo, tuttavia, invece di lanciare l'allarme e aiutare la ragazzina, avrebbe deciso di sfruttare quei filmati per ricattare il responsabile: inizialmente gli chiese 50mila euro per comprare il suo silenzio, poi si "accontentò" di 3mila, promettendo che non avrebbe divulgato il materiale in rete.
Solo oggi, dopo qualche anno, la squallida vicenda è emersa grazie a un albanese residente nell'Altotevere umbro che conosceva Pasquale. Dopo aver visto quei video e riconosciuto il 53enne, ha deciso di consegnare tutto il materiale a un suo connazionale giornalista della trasmissione televisiva "Piranjat", che unitamente a Le Iene si è occupata di documentare i fatti da Selci.
Pelazza ha ricostruito l'intera vicenda, e dopo la sua intervista il tiktoker albanese, il primo ad essere informato dei fatti, ha scelto di autodenunciarsi ai carabinieri per il reato di estorsione.
L'inviato de Le Iene ha mostrato uno dei video a Pasquale che, dopo aver in pratica confessato, si è scagliato contro di lui colpendolo con pugni e calci. Sul caso indagano ora i carabinieri di Città di Castello, che hanno raccolto anche la denuncia per l'aggressione a Pelazza. L'inchiesta è nelle mani delle procure della Repubblica di Perugia, Arezzo e Alessandria.
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