"Figura controversa". E la sinistra nega l'omaggio a Norma Cossetto

È successo a Campiglia Marittima (Livorno). Secondo la capogruppo della maggioranza la Cossetto è "un esempio di femonazionalismo e vittima del patriarcato". Centrodestra su tutte le furie: "Si dimetta"

"Figura controversa". E la sinistra nega l'omaggio a Norma Cossetto
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“Una figura controversa”. Questa la giustificazione della maggioranza di centrosinistra a Campiglia Marittima, provincia di Livorno, per bocciare l’intitolazione di una via, una piazza o uno spazio comune a Norma Cossetto, la giovane italiana stuprata per giorni, gettata in foiba viva e lasciata morire dai partigiani comunisti di Tito nel 1943. Ma a fare discutere è soprattutto l’intervento di Sara Brogioni, capogruppo della maggioranza che sostiene il sindaco Alberta Tacciati: la proposta della minoranza di centrodestra è stata bocciata a causa dei dubbi sulla ricostruzione storica circa la vita e la morte della Cossetto.

“Con la sua figura non si vogliono commemorare le vittime civili della seconda guerra mondiale, le italiane morte per la patria, né tanto meno le donne in sé o le vittime di violenza di genere. Si vogliono celebrare le vittime fasciste dei partigiani” le parole della Brogioni riportate da Maremma Oggi: “Per questo motivo, Impegno Comune ritiene più saggio intitolare una vita, già esistente all’interno del Comune, a tutti i martiri delle foibe, proprio per non rendersi complice di dimenticare le atrocità che la seconda guerra mondiale ha portato nelle vite di tutti, senza rinnegare nessuno degli stermini che sono stati compiuti, da tutti gli attori in gioco, nessuno escluso”.

Insomma, rendere omaggio a Norma Cossetto è semplicemente una “blanda strumentalizzazione per fare leva sull’opinione pubblica”. Ma non è tutto. In una precisazione sui social, la Brogioni s’è detta spiaciuta che la Cossetto “sia esempio di femonazionalismo: la storia usata dalle destre per cercare di appropriarsi di riferimenti femministi, per attirare consenso”. E ancora, la Cossetto sarebbe “un esempio di vittima del patriarcato.

Dichiarazioni che hanno acceso il dibattito. Tranchant il consigliere regionale della Lega Marco Landi, che parla di “tesi deliranti”: “Una vergogna dire no a una richiesta peraltro accolta in centinaia di Comuni italiani, una vergogna ancor più grande squalificare la memoria di Norma Cossetto e mettere in dubbio la ricostruzione storica su cui si è basato il Quirinale in occasione del riconoscimento dell’onorificenza. La Regione Toscana condanni le parole pronunciate dalla capogruppo del centrosinistra di Campiglia e promuova iniziative per far conoscere la storia non solo di Norma Cossetto ma di tutte le vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata e istriano”. Sulla stessa lunghezza d'onda il deputato grossetano di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi: "Affermare e mettere in discussione quello che ha subito nell’autunno del 1943, Norma Cossetto vuol dire mettere nel frullatore, ideologia comunista e negazionista che indigna [...] È doppiamente vergognoso e di cattivo gusto che certe considerazioni vengano fatte da una donna. Si dovrebbe vergognare".

Sulla vicenda è intervenuto anche Impegno Comune, il partito di cui fa parte la consigliera: "Indegna e incivile la bagarre politica che le forze di minoranza stanno montando sul caso Cossetto - riporta Quinewsvaldicornia - Democraticamente nell’ultimo Consiglio comunale è stata presentata dal Gruppo de La Svolta una mozione per l’intitolazione di un luogo pubblico a Norma Cossetto.

Altrettanto democraticamente il gruppo di maggioranza ha espresso voto contrario per via della strumentalità della stessa. Leggiamo mistificazioni della realtà, accuse infondate di negazionismo, e attribuzioni di parole mai dette alla capogruppo. Tutto ciò non fa che confermare la strumentalizzazione che temevamo".

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