Spoleto, straniero accoltella a morte 28enne. "Volevo solo spaventarlo"

42enne albanese già noto alle forze dell'ordine in manette con l'accusa di omicidio volontario: ha accoltellato a morte un giovane di 28 anni per futili motivi

Spoleto, straniero accoltella a morte 28enne. "Volevo solo spaventarlo"
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Al culmine di una lite scoppiata per futili motivi, avrebbe accoltellato a morte un ragazzo di 28 anni. E nelle scorse ore è finito in manette con l'accusa di omicidio volontario. Protagonista della brutta vicenda che arriva da Spoleto, sulla quale gli inquirenti stanno cercando fare definitiva chiarezza, è il quarantaduenne albanese Erjon Behari. L'uomo, a quanto sembra già noto alle forze dell'ordine e secondo la stampa locale già sottoposto alla misura della libertà vigilata, è il principale sospettato per la morte del ventottenne Stefano Bartoli. Secondo quanto ricostruito, l'episodio si è concretizzato nella serata di sabato scorso nella città umbra: i due protagonisti di questa storia si conoscevano da tempo e per motivi da chiarire ancora del tutto, fra loro sarebbe nata già nel pomeriggio una discussione fattasi via via sempre più accesa.

Che si sarebbe conclusa nel peggiore dei modi sotto casa del presunto assassino, quella stessa sera: Behari ad un certo punto avrebbe sferrato a Bartoli una coltellata al petto utilizzando un coltello da cucina, per poi rientrare nella propria abitazione lasciando la vittima sanguinante. L'aggredito si sarebbe trascinato per circa una trentina di metri, chiedendo aiuto e facendosi notare da una donna che stava lavando i piatti nel proprio appartamento. Sarebbe stata proprio quest'ultima a chiamare il 118, attendendo insieme al giovane (apparso subito in condizioni gravissime e soltanto a tratti cosciente) l'arrivo dei soccorritori. Bartoli stesso, quando era ancora in sè, avrebbe detto alla donna di aver ricevuto una coltellata. Bartoli è quindi stato trasportato d'urgenza presso l'ospedale locale, ma non c'è stato nulla da fare: è deceduto a causa della gravità delle ferite. Sulla salma è stata disposta a quanto pare l'autopsia, con il sospettato che è stato raggiunto nella casa in cui viveva e portato in caserma.

Gli uomini del reparto investigazioni scientifiche hanno poi compiuto tutti gli accertamenti tecnici, recuperando quella che si ritiene essere l’arma del delitto. Stando a quanto riportato oggi dal Corriere dell'Umbria, in sede di interrogatorio il cittadino straniero avrebbe motivato l'aggressione con “questioni di natura personale”, affermando di aver accoltellato il ventottenne spoletino solo per spaventarlo e dicendosi convinto di averlo ferito solo superficialmente. Sempre secondo il quotidiano umbro, chi conosce Behari lo descrive come "un soggetto instabile e quindi altamente imprevedibile, attualmente senza lavoro, col vizio dell’alcol".

Un quadro"aggravato da alcuni problemi fisici, che hanno fatto scivolare il quarantaduenne nella marginalità sociale". Le indagini stanno ad ogni modo andando avanti e nelle prossime ore potrebbe esserci ulteriori sviluppi.

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