Terrorismo, guardia alta a Bari: preoccupano le frontiere a est

Allarme terrorismo in Puglia. Alfano: "Bari non è solo un porto, ma è anche una porta che guarda a Oriente ed è guardata da Oriente"

Terrorismo, guardia alta a Bari: preoccupano le frontiere a est

"Sul terrorismo a Bari c'è un livello di allerta alto perchè Bari non è solo un porto, ma è anche una porta, guarda a Oriente ed è guardata da Oriente". La soglia di attenzione già alta nel Mediterraneo si innalza anche a Est dopo le dichiarazioni del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, durante un vertice interforze preparatorio alla conferenza dei prefetti della Puglia che si terrà il prossimo 29 Febbraio. Un appuntamento importante per il ministro perché l'incontro barese darà la misura “del contrasto alla criminalità e dell'efficacia della prevenzione” ha detto ancora Alfano annunciando un progetto di rete unica pubblico-privata per unire ii sistemi di sorveglianza garantiti dalle telecamere nel capoluogo pugliese. Ma è sul pericolo terrorismo che il ministro dell'Interno si è soffermato. E sui rischi a Est: "Noi - ha dichiarato Alfano - valuteremo con grande attenzione anche lo sviluppo geopolitico dei prossimi mesi perchè l'intensificarsi del flusso sulla rotta balcanica può avere una ricaduta in questo tratto di mare e alle frontiere."

Le parole del ministro fanno il paio con la cronaca pugliese degli ultimi mesi. Tra febbraio ed agosto si sono registrati cinque passaggi di presunti jihadisti dal porto di Bari (come anticipato da IlGiornale.it lo scorso 23 novembre). Recentemente la sentenza della Corte d'Assiste di Appello di Bari ha confermato cinque condanne nei confronti di altrettanti cittadini di origini tunisine imputati di associazione sovversiva legata al terrorismo internazionale di matrice islamica. Ad Andria (Bari), infatti, c'era la base logistica di un gruppo di aspiranti jihadisti. Elementi sufficienti per poter rafforzare la strategia di ulteriori e più forti controlli sui flussi migratori provenienti dai Balcani.
A preoccupare, infatti, non sono solo le frontiere che affacciano sul mare e guardano le coste africane, ma anche le rotte da e per i paesi dell'Europa orientale che, quotidianamente, convergono sul porto di Bari. La nuova frontiera dell'integralismo islamico è dall'altra parte del Canale d'Otranto. Albania, Kosovo e Bosnia sono, infatti, paesi da cui partono molti foreign fighter.

Senza dimenticare il supporto logistico che potrebbe essere dato dai tanti immigrati provenienti dai paesi balcanici da tempo radicati nel Paese.

Lo scontro di civiltà fa di un'altra linea di frontiera una nuova trincea. Non si possono più sottovalutare i rischi dall'altra parte dell'Adriatico.

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