Un artigiano si toglie la vita: non riesce a pagare il mutuo

A Martellago Federico Pierobon, artigiano di 40 anni, si uccide con un cavo elettrico fissato al soffitto: è la terza vittima della crisi economica nelle ultime 24 ore

Un artigiano si toglie la vita: non riesce a pagare il mutuo

La crisi economica continua a mietere vittime. Il bilancio degli imprenditori, dei precari e degli artigiani che decidono di farla finita e di togliersi la vita perché strozzati dal Fisco o a causa del fallimento lavorativo si fa sempre più pesante. Anche oggi un altro, tragico suicidio segna le cronache nazionali: la difficoltà nel riuscire ad arrivare a fine mese e continuare pagare il mutuo, assieme ad uno stato di prostrazione psicologica, hanno portato un giovane artigiano a farla finita.

Ieri pomeriggio gli italiani avevano appreso - attoniti - la tragica storia di Pietro Paganelli, l'imprenditore 72enne di Pozzuoli che dopo aver scritto due righe ai suoi cari ("La dignità vale più della vita") si è sparato un colpo alla testa con la sua pistola perché aveva ricevuto una cartella esattoriale da 15mila euro. Sempre ieri un precario si è impiccato a Enna. Una settimana fa, nel Nuorese, un altro imprenditore di 55 anni si era tolto la vita dopo che, fallita la propria azienda, si era visto costretto a licenziare i due figli. Tragiche storie profondamente segnate dalla crisi economica. Una lunga scia di morte che le istituzioni non riescono a stroncare.

Federico Pierobon, 40enne residente a Martellago, si è ucciso con un cavo elettrico fissato al soffitto del suo appartamento. come riporta La Nuova Venezia, i primi ad arrivare sul posto, la notte scorsa, un amico e la fidanzata, con cui da qualche tempo viveva un rapporto altalenante: inutile ogni soccorso. Sul posto i carabinieri e il 118.

Il 40enne prima di compiere l’estremo gesto ha mandato un messaggio alla propria ragazza che dopo averlo letto, con qualche tempo di ritardo, ha subito avvisato un conoscente che ha fatto scattare la macchina dei soccorsi. Ma è stato troppo tardi.

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