Non sono una coppia ma il Tribunale riconosce due mamme per il bimbo

La sentenza in Appello ribalta il primo grado di giudizio: il bambino avrà ora due madri, quella naturale, senegalese, e quella sarda adottiva, pur non trattandosi di una coppia

Non sono una coppia ma il Tribunale riconosce due mamme per il bimbo

Una sentenza che fa discutere quella emessa da tre giudici donne del Tribunale di Cagliari, che hanno deliberato il riconoscimento di due madri per un bambino di 11 anni: una delle due è quella biologica, di nazionalità senegalese, l’altra adottiva è invece una donna sarda.

Ciò che maggiormente colpisce di questa vicenda è che le due protagoiste non hanno alcun legame di parentela o vincolo sentimentale: si tratta semplicemente di due amiche, con le quali il bambino ha stabilito un solido legame. Così solido che la conseguenza è stata la delibera adottata dal Tribunale che, come si legge nella sentenza, ha avuto come obiettivo “l’interesse preminente del minorenne”.

La nascita di questo affetto affonda le sue radici nel 2007, quando la senegalese dà alla luce il figlio in un ospedale dell’hinterland Cagliaritano, in una condizione familiare decisamente complessa, che la spinge a chiedere l’aiuto dell’amica sarda, oggi 50enne. Quest’ultima si rende disponibile a darle tutto il supporto possibile, ed ospita il bambino in casa sua nei momenti di maggior difficoltà. La senegalese, infatti, è spesso assente per lavoro (è una badante) oppure in viaggio nel suo paese natale per occuparsi degli altri figli che vivono ancora lì. Data l’impossibilità della madre naturale di prendersi cura in modo continuativo del piccolo, è la donna sarda a crescerlo occupandosi dei momenti più importanti e delicati della sua vita, ma sempre con l’approvazione dell’amica senegalese e senza mai sostituirsi ad essa in nessun frangente. Le due donne decidono pertanto di fare in modo che l’italiana avanzi una richiesta di adozione nei confronti del piccolo, e nel 2016 è il Tribunale dei Minori ad occuparsi del caso. Il giudizio in primo grado si conclude però con la respinta dell’istanza, dato che le due “mamme” non sono una coppia.

Arriva oggi il risultato della Corte d’appello, dopo il ricorso inoltrato dai due avvocati che perorano la causa di queste ultime: positiva la risposta alla richiesta di adozione da parte della 50enne sarda. Si delibera quindi che due donne possono essere considerate entrambe madri del bambino, pur non formando una coppia in senso stretto. La mamma africana da sola non sarebbe riuscita a crescere il figlio, fondamentale per questo l’appoggio ricevuto dall’amica: come riportato da “L’Unione Sarda”, per la Corte “l'adeguatezza della madre biologica” è “strettamente connessa” all'aiuto della neo-madre adottiva.

Anche la relazione effettuata dai Servizi Sociali ha permesso di corroborare la solidità e l’equilibrio del rapporto tra le due donne ed il bambino; tutti elementi che hanno persuaso i giudici a dire si in appello all’adozione da parte della sarda, e quindi si alla doppia madre.

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