McDonald's apre in Vaticano e i cardinali sono in rivolta

Il fast food aprirà un nuovo ristorante a pochi passi dalla basilica di San Pietro

McDonald's apre in Vaticano e i cardinali sono in rivolta

Non solo alte questioni telogiche, certe volte anche i cardinali devono misurarsi con banali vicende materiali, come ad esempio i panini di McDonald's.

Ed è proprio il noto fast food ad essere al centro di una controversia nelle porte di San Pietro: infatti, la notizia dell'affitto da parte di McDonald's di un locale di proprietà del Vaticano a pochi passi dal Cupolone ha fatto andare su tutte le furie diversi cardinali.

I locali in questione, fanno parte di un palazzo di proprietà vaticana, nel quale per un certo periodo ha anche abitato Joseph Ratzinger. Prima al piano terra c'era una banca, poi dopo la chiusura della filiale, i locali sono rimasti sfitti a causa dell'elevato prezzo di affitto, fino a quando non si è fatto avanti McDonald's.

In un intervista a Repubblica, il cardinale Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia della Vita, non usa mezzi termini: "Una scelta a dir poco discutibile, aberrante, per niente rispettosa delle tradizioni architettoniche ed urbanistiche di una delle piazze più caratteristiche che si affacciano sul colonnato di San Pietro, meta ogni giorno di migliaia di pellegrini e di turisti". E Sgreccia si dice contrario ad una tale iniziativa. A suo dire "piuttosto sarebbe il caso di utilizzare quegli spazi per attività in difesa dei bisognosi della zona, spazi di ospitalità, di accoglienza e di aiuto per chi soffre come insegna il Santo Padre".

Ma soprattutto a molti cardinali che vivono nel palazzo non va giù il fatto che abbiamo dovuto sbrosare di tasca propria parte dei costi per i lavori di ristrutturazione dell'immobile, tra cui quelli per una grande canna fumaria.

Tra chi, invece, vede nell'affitto dei locali a McDonald's un'opportunità, c'è il cardinale Domenico Calcagno, presidenre dell'Apsa,

l'Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, che commenta: "Tutto è stato fatto nel rispetto della legge e che non sarà fatto niente che andrà contro le regole vigenti, la tradizione e gli interessi della Santa Sede".

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