Cucchi: nuovo ricorso in Cassazione contro l’assoluzione dei medici del Pertini

Il Pg Eugenio Rubolino chiede l’annullamento della sentenza di luglio e un nuovo processo d’appello

Cucchi: nuovo ricorso in Cassazione contro l’assoluzione dei medici del Pertini

Due assoluzioni non bastano e per i medici che hanno avuto in cura Stefano Cucchi il sostituto procuratore generale Eugenio Rubolino fa ancora ricorso in Cassazione. Proprio oggi ha depositato alla Suprema corte l’impugnazione della sentenza del 18 luglio scorso, della terza Corte d'assise d'appello di Roma, che ha scagionato dall'accusa di concorso in omicidio colposo, il primario Aldo Fierro e i sanitari Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo perchè il fatto non sussiste. Rubolino chiede nel ricorso l’annullamento della sentenza con rinvio ad altra sezione della Corte d’assise d’appello. E questo, sostenendo la «contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione» quando esclude, «con un’interpretazione arbitraria», che se i medici dell’ospedale Pertini avessero fatto una diagnosi diversa e di conseguenza cure appropriate il giovane arrestato per droga non sarebbe morto il 22 ottobre del 2009, dopo un ricovero di cinque giorni. Per il magistrato, sulla base delle perizie, si deve concludere che Cucchi «con un trasferimento in reparto idoneo e con le necessarie terapie probabilmente si sarebbe salvato».Su altri due punti il pg contesta l’assoluzione. Per «mancanza, contradditorietà ed illogicità della motivazione», riguardo al «momento in cui poteva effettuarsi una corretta diagnosi». Per lui, anche i periti del giudice affermano che la brachicardia di Cucchi «può aver contribuito allo sviluppo di una morte su base aritmica». In sostanza, il trattamento del geometra romano di 32 anni con dosi massicce di antidolorifico «ha accelerato l’exitus».

Inoltre, Rubolino contesta il giudizio sulle conclusioni dei periti sulla causa della morte. Che riconoscono al«dolore subito per effetto della frattura sacrale ed ai farmaci somministrati per lenire il dolore un ruolo di concausa nel contribuire» alla morte.In conclusione, per l’accusa, tra i traumi legati ad un pestaggio che Cucchi avrebbe subito e sul quale è ancora in corso l’accertamento e le «inappropriate terapie somministrate» per la brachicardia, che l’hanno accentuata, cè una c’è una «riconosciuta concausalità» che ha portato all’esito finale. Di qui, la responsabilità dei medici.Nel processo chiusosi a luglio Rubolino aveva chiesto quattro anni di carcere per Fierro, primario all'epoca dei fatti, e tre anni e sei mesi per gli altri quattro medici imputati. Un processo seguito all'annullamento dell'assoluzione deciso dalla Corte di Cassazione nel dicembre scorso. In quell’occasione aveva affermato che Cucchi era stato «torturato come Giulio Regeni». Tutto è iniziato il 25 gennaio del 2011, quando 6 medici del Pertini, 3 infermieri e 3 poliziotti della penitenziaria sono stati rinviati a giudizio. Due anni dopo, la Corte d’assise ha condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione 4 medici dell’ospedale, mentre il primario, accusato di omicidio colposo, è stato condannato due anni. Una condanna a 8 mesi è stata decisa allora per il sesto medico, accusato di falsa testimonianza.Ad ottobre 2014, però, la sentenza d’appello ha ribaltato il verdetto, con l’assoluzione per tutti gli imputati. Ma i giudici hanno trasmesso gli atti al pm ed è nata, a gennaio 2015, l’inchiesta bis sulla morte del geometra trentenne e 8 mesi dopo sono stati iscritti nel registro degli indagati 5 carabinieri accusati di falsa testimonianza e lesioni aggravate.

Intanto l’inchiesta principale è arrivata in Cassazione, dove l’accusa con Nello Rossi, ha chiesto la conferma dell’assoluzione di agenti, infermieri e un medico, ma un nuovo processo per annullare le assoluzioni del primario e dei 4 sanitari.

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