Cucchi, striscione di minacce contro il carabiniere che confessò

Uno striscione di insulti è comparso nella notte a Brindisi, dove vive il carabiniere la cui confessione ha dato una svolta al caso Cucchi

Cucchi, striscione di minacce contro il carabiniere che confessò

"Infame", "vergogna della città". E un'altra frase cupa, che suona quasi come una minaccia: "Per te nessuna pietà". A Brindisi, in Puglia, è comparso nella notte uno striscione di insulti e minacce per Francesco Tedesco, il carabiniere che ha accusato due altri militari di aver pestato Stefano Cucchi e che vive proprio nella città adriatica.

Lo striscione è apparso su un cavalcavia e porterebbe la firma di alcuni gruppi ultras della squadra di calcio del Brindisi, che già nel febbraio del 2017 avevano esibito simili striscioni di insulti sempre in riferimento al caso Cucchi. Il lenzuolo affisso questa notte peraltro è già stato rimosso dalla Digos cittadina, che ora indaga per trovare i responsabili.

Va notato tuttavia che gli investigatori ritengono che gli insulti contro Tedesco non siano dovuti alla sua scelta di confessare e collaborare con la procura che sta indagando sulla morte del giovane romano che si trovava nelle mani dello Stato. Piuttosto, si tratterebbe di insulti e di minacce contro un carabiniere che troppo a lungo ha taciuto. L'ipotesi è suffragata dalla scritta che compare in fondo allo striscione: "Cucchi Vive". In ogni caso, un messaggio con insulti e minacce inaccettabili.

Non è la prima volta, purtroppo, che Tedesco riceve messaggi del

genere: già due anni fa querelò per diffamazione decine di utenti Facebook che avevano commentato con insulti e minacce una sua foto postata dalla sorella di Stefano Cucchi, Ilaria. In 31 finirono a processo per quegli episodi.

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