Denise Pipitone, un'impronta potrebbe riaprire il caso

Una svolta nelle indagini dell'omicidio della piccola Denise Pipitone potrebbe riaprire il caso e far tornare la polizia alla ricerca dell'assassino della bambina di Mazara

Denise Pipitone, un'impronta potrebbe riaprire il caso

Una svolta nelle indagini sull'omicidio della piccola Denise Pipitone uccisa in quel lontano settembre 2004, un'impronta digitale potrebbe consentire la riapertura delle indagini

La madre della piccola di Mazara del Vallo non si è mai arresa, Piera Maggio ha trascorso gli ultimi 14 anni della sua vita a combattere per cercare la verità sull'omicidio della sua bambina e soprattutto per consegnare l'assassino alla giustizia. Era stata accusata anche la sorellastra di Denise, la 26enne Jessica Pulizzi successivamente assolta per il "concorso in omicidio". L'annuncio è arrivato da Pomeriggio5, dove l'inviata a Messina avrebbe dichiarato quanto segue:"Le indagini dei Ris di Messina si starebbero concentrando sulle impronte digitali prelevate nei luoghi che Denise frequentava. E da alcune minuscole impronte di polpastrelli, con le tecnologie attuali, sarebbe possibile estrarre il Dna. Questo sarebbe un dato importante perché permetterebbe di capire gli ultimi spostamenti della bimba".

Inizialmente si era

pensato alla sorellastra di Denise Pipitone visto che la piccola era nata dal rapporto tra Piera Maggio e Piero Pulizzi, forse la sorellastra aveva agito insieme al fidanzato Chaleb in un attacco di gelosia. Poi però assolta.

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