Frode nella gestione dei centri profughi: 16 arresti a Catania

16 persone sono finite in manette per associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture e caporalato; tutti i reati sono stati commessi nella gestione di centri per migranti.

Frode nella gestione dei centri profughi: 16 arresti a Catania

Frode nelle pubbliche forniture, associazione a delinquere, caporalato. Questi i pesanti capi d'accusa coi quali sono finiti in carcere o ai domiciliari, 16 persone fra Catania e Gela, nell'ambito dell'operazione "balla coi lupi" coordinata dalla procura della Repubblica di Gela nell'ambito di indagini collegate alla procura di Catania.

Come riportato dalla cronaca locale, il business sembrerebbe concentrato nella gestione di diverse cooperative e associazioni dedite principalmente all'assistenza di minori extracomunitari non accompagnati. Lo scopo dell'associazione a delinquere era quella di accumulare profitti economici che venivano in seguito reinvestiti in altre attività imprenditoriali.

La gestione illecita dei centri finiva per compromettere la vista stessa all'interno delle strutture. I letti erano infestati dalle pulci, l'abbigliamento inadeguato alle stagioni climatiche, il cibo servito, spesso avariato. In alucne occasioni i criminali erano persino giunti a richieste estorsive in cambio di posti di lavoro.

Fra le cooperative coinvolte, non figurano solo quella direttamente connesse alla gestione dei migranti, ma anche società che fornivano assistenza ad anziani e disabili.

Pietro Marino Biondi e Gemma Iapichello, secondo la procura, sarebbero le persone che avrebbero dato vita al sistema criminale. I reati loro contestati sono fra l'altro aggravati a causa della condizione di minorata difesa dei soggetti coinvolti, nonché della giovane età e della condizione di stranieri. Fra gli imputati anche due funzionari dell'Inps.

La rete del malaffare e della corruzzione si autoalimentava anche tramite delle assunzioni nelle varie cooperative di parenti dei funzionari pubblici addetti al controllo sull'accoglienza dei migranti. Grazie a queste commistioni era possibile eludere sistematicamente i vari obblighi contrattuali stipulati con gli enti pubblici, ricevendo in anticipo segnalazioni in merito a eventuali controlli o ispezioni. Allo stesso medo venivano tralasciate le sanzioni in merito alle scarse condizioni igeniche o ai gravi metodi con i quali venivano trattati i minori: in questo modo ai ragazzini ospitati nei centri di accoglienza spesso finivano nel piatto gli scarti di cibo.

Disposto dunque il sequestro preventivo delle cooperative e delle associazioni connesse alla frode malavitosa per un valore patrimoniale di circa 3 Milioni di euro e un giro di affari di circa 20 Milioni.

Questi nel dettaglio i nomi coinvolti: nel carcere di Piazza Lanza di Catania sono finiti Pietro Marino Biondi, 62 anni, e Gemma Iapichello, 42 anni.

Arresti domiciliari per Kasia Chylewska di 38 anni, Natale di Franca di 59 anni, Paolo Duca di 40, Clara Favatella di 36, Giuseppina Foti di 46, Alessandro Giannone di 35, Giuseppe Palumbo 61 anni, Liliana Pasqualino di 55 anni, Francesca Politi di 33 anni e Francesca Ventimiglia di 58 anni.

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