A Genova il Pd chiede di riaprire il progetto di Foti

La richiesta dei dem è quella di “attivare un tavolo di confronto” per discutere di un progetto, realizzato e sostenuto dalle precedenti amministrazioni in collaborazione con il terapeuta Claudio Foti

A Genova il Pd chiede di riaprire il progetto di Foti

Il Pd non demorde. E a Genova propone di riaprire il "Progetto Arianna". Iniziativa creata in collaborazione con gli indagati del caso Bibbiano, tra cui Claudio Foti, padre della Hansel e Gretel, finito agli arresti domiciliari per l’inchiesta “Angeli e Demoni” della Procura di Reggio Emilia.

A Rilanciare l’idea che, il progetto nato nel 2011 con il fine di “contrastare il maltrattamento e l'abuso di bambini e bambine”, debba essere rilanciato dal Comune, è stata Cristina Lodi, capigruppo dem a Genova. Qualche giorno fa ha presentato un ordine del giorno, firmato da altri cinque consiglieri del Partito democratico: Stefano Bernini, Alessandro Terrile, Mauro Avvenente, Alberto Pandolfo e Claudio Villa. Nel documento - come riporta La Verità - la richiesta è quella di “attivare un tavolo di confronto” per discutere di un progetto, realizzato e sostenuto dalle precedenti amministrazioni in collaborazione con il terapeuta Claudio Foti.

Il testo, presentato giovedì, non è stato ancora discusso, ma in pochi giorni già sono state fatte manovre con cui, i dem, sembrano voler schivare le accuse. Dopo che i nomi dei consiglieri hanno iniziato a circolare, è spuntato un altro documento. Formale e senza le firme dei dem.

A bloccare, in conferenza capigruppo, l’idea del Pd è stato Mario Mascia, leader dei consiglieri di Forza Italia. Che ha proposto, per contro, di istituire una commissione d’inchiesta che faccia chiarezza sul sitema degli affidi anche nella zona ligure. Nel testo, presentato in conferenza dalla Lodi, viene riconosciuta “l’ importanza del Progetto Arianna” e richiesto al sindaco, Marco Bucci, di coinvolgere “tutti gli organismi deputati che hanno competenza in materia”. La proposta è quella di ricreare una struttura che segua le linee del progetto bloccato dall' assessore alle Politiche sociali Francesca Fassio. Un’inziativa di cui, adesso, sono scomparse le tracce anche sul web. Dal sito del Comune di Genova, solo una mera spiegazione del progetto. Non compaiono nomi e il link alla pagina è stato cancellato. Poca trasparenza, per un progetto che viene considerato importante e da rilanciare.

Sempre Mascia, a fine luglio e poco dopo l’uscita dello scandalo sul sitema degli affidi illeciti a Bibbiano, aveva presentato un' interpellanza in Consiglio comunale per sapere se c' erano rapporti o se fossero mai stati stipulati contratti tra l' amministrazione di Genova e gli indagati della Hansel e Gretel, Claudio Foti e Nadia Bolognini. Proprio da luglio, il Progetto Arianna è sparito dal sito del Comune.

Diego Pistacchi, del Giornale del Piemonte e della Liguria, che per primo ha reso pubblico il contenuto del documento di cui è venuto a conoscenza, ha scoperto che, Claudio Foti, operava anche nella città ligure. Dal 2016 al 2018, almeno nove minori della zona sono stati affidati alle cure del terapeuta della onlus torinese. Incarichi che hanno consentito all’associazione finita sotto accusa di gudagnare ben 13mila euro. Tra questi, l’ultimo paziente preso in carico da Foti risale al 2 ottobre del 2018. In quel caso furono accordate quattro sedute della durata di tre ore l’una, per un totale di 1.200 euro.

Adesso, il Comune ha deciso di fare chiarezza in merito e indagare se, anche a Genova, siano presenti storture per quanto riguarda la gestione degli affidi dei minorenni. I numeri già gettano qualche sospetto. Francesco Lalla, Garante regionale per l'infanzia, ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni di circa 260 casi. Tanto che, in un comunicato dei giorni scorsi, aveva evidenziato di voler “creare un sistema rinnovato che metta insieme istituzioni e terzo settore, famiglie e loro rappresentanze”. Ora si attendono i dati ufficiali.

Intanto, l'assessore Fassio ha fatto “firmare un protocollo per individuare le linee guida per operatori sociali, psicologi, assistenti sociali e tutte le figure professionali che ruotano intorno ai minori e agli affidi”.

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