Gratteri, Don Chisciotte e Sancio Panza

Nel giorno di Pasqua non posso sottrarmi all'appello, lanciato ieri da Giuliano Ferrara dalle colonne del Foglio, a rompere la cortina di silenzio alzata da giornali (non il nostro) e politici per coprire lo scandalo del magistrato Nicola Gratteri

Gratteri,  Don Chisciotte e Sancio Panza

Nel giorno di Pasqua non posso sottrarmi all'appello, lanciato ieri da Giuliano Ferrara dalle colonne del Foglio, a rompere la cortina di silenzio alzata da giornali (non il nostro), televisioni e politici per coprire lo scandalo del super magistrato Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, autore di una sciagurata prefazione a un libro sul Covid scritto da due signori, un magistrato e un medico, negazionisti e complottisti, con addirittura accenti antisemiti perché in ogni complotto che si rispetti gli ebrei non possono mancare. «Chi oggi tace è complice di quelle tesi», scrive Ferrara lanciando un guanto di sfida all'ipocrisia dei grandi opinionisti pronti a indignarsi a ogni accenno di Salvini sulle riaperture anticipate dei bar, ma coperti e allineati se in una operazione tesa a negare la gravità del virus è coinvolto il magistrato oggi più in vista d'Italia. Io certo mi meraviglio di Gratteri, ma ancora di più mi meraviglio dello stupore di Giuliano Ferrara che, da più tempo e più profondamente di me, conosce questo Paese e le sue classi dirigenti politiche, civili e intellettuali. Che si aspetta, che il magistrato più temuto e coccolato (nonostante inchieste così così) sia anche solo scalfito nella sua reputazione dalla gioiosa macchina dell'informazione italiana? Pensa davvero che gli intellettuali abbiano questa libertà e i loro editori tanto coraggio? Ci sarà un motivo per cui Giuliano Ferrara ha mollato baracca e burattini e si è trasferito a Parigi. Lo riassumo io: perché schifato di questo sistema incapace di rigenerarsi, sfiancato dopo anni passati a fare il Don Chisciotte di Roma a suon di battaglie libertarie (e libertine) contro i mulini a vento. Ferrara è un maestro in tanti campi, anche in quello delle cause perse. E allora, caro maestro, questa causa perdiamola insieme, vesto i panni dello scudiero Sancio Panza e lo scrivo pure io: un magistrato, anche se super, non può non essere chiamato dal suo datore di lavoro - lo Stato - a rendere conto di una simile bestemmia e neppure sottrarsi, se sarà ritenuto, più che a una condanna a una perizia psichiatrica.

Ma ben sappiamo come andrà a finire: se neghi la gravità del Covid non puoi più insegnare, andare in tv, esercitare le professioni di medico e infermiere, ma puoi continuare a far tintinnare le manette ed emettere sentenze in nome del popolo italiano. Perché la verità, caro Giuliano-Don Chisciotte, è che non solo i giornalisti, ma purtroppo neppure il popolo italiano si indigna per questo. Al quale popolo, comunque, auguro buona Pasqua.

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