No-vax vandalizzano l'ospedale: "Vaccino è sterminio"

Gli anti-vaccinisti hanno preso di mira due edifici a Prato, in Toscana, l'ospedale Santo Stefano e il "Pegaso". Hanno imbrattato le pareti esterne con frasi choc: l'Asl si è rivolta alle forze dell'ordine, che stanno indagando per risalire ai responsabili

Una delle frasi no vax apparse all'esterno dell'ospedale di Prato
Una delle frasi no vax apparse all'esterno dell'ospedale di Prato

"Il vaccino uccide". "Vaccino forzato, sterminio legalizzato". E ancora: "Vax uguale morte", senza contare altre considerazioni offensive nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza. Il tutto "griffato" dalla sigla inconfondibile dei no-vax. Sono le frasi, vergate utilizzando con tutta probabilità una bomboletta spray, con cui alcuni vandali hanno imbrattato le pareti dell'ospedale Santo Stefano di Prato (in Toscana) e del Centro Covid Pegaso. Le scritte sono state scoperte sulle pareti esterne dei due edifici questa mattina.

La direttrice dell'ospedale della città toscana ha già provveduto a denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine, quindi toccherà agli inquirenti fare luce sulla questione. Di certo c'è che gli anti-vaccinisti conoscevano molto bene il territorio e hanno oculatamente scelto gli obiettivi da "colpire" per manifestare e veicolare il loro messaggio: il "Pegaso" è stato uno dei principali centri di vaccinazione del capoluogo laniero nel corso della campagna vaccinale anti-Covid19 dello scorso anno. Vi sono stati ricoverati circa 1.300 pazienti affetti da Covid ed effettuate circa 260 terapie con monoclonali, mentre nel vicino ospedale sono stati somministrati 35mila vaccini (di cui 1.650 in ambiente protetto per i soggetti fragili e per i soggetti a rischio di reazioni allergiche) oltre a 50 terapie con monoclonali.

I no-vax sono arrivati al punto di citare in una frase il nazismo e a equiparare i cittadini favorevoli al vaccino anti-coronavirus a portatori di morte. Un'azione che ha lasciato sgomenti gli utenti della struttura sanitaria, trovatisi al momento del loro ingresso dinanzi al fatto compiuto. La presa di posizione della Asl ad ogni modo è stata chiara e i vertici dell'azienda sanitaria non hanno nascosto parole di condanna per quanto avvenuto. "Un episodio molto grave, un atto inqualificabile da condannare fermamente che offende i pazienti ricoverati o che lo sono stati - la reazione del direttore generale di Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese - il personale sanitario che si è impegnato con costanza e con grande sforzo nella lotta contro la pandemia".

La pronta risposta è arrivata anche dalla direttrice del Santo Stefano, Sara Melani.

"Sono molto amareggiata - ha detto - le strutture hanno dato un contributo fondamentale nella gestione dell'emergenza sanitaria oltre a un supporto importante nella campagna vaccinale. Un episodio molto offensivo e grave". Gli investigatori contano di individuare i colpevoli attraverso le riprese delle telecamere del circuito di videosorveglianza.

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