L’accusa dei pm: "Denise? Colpa della tv..."

La procura di Marsala punta il dito contro la televisione: dai talk show sarebbero scaturiti depistaggi intorno alla scomparsa di Denise Pipitone

L’accusa dei pm: "Denise? Colpa della tv..."

I media hanno avuto un peso nelle recenti nuove indagini sul caso Denise Pipitone? I pm della procura di Marsala dicono di sì e puntano il dito in particolare contro televisione e talk show, rei a loro dire di aver alimentato un circo mediatico sulla vicenda.

L'influenza dei media - scrivono il procuratore Vincenzo Pantaleo e i sostituti Roberto Piscitello e Giuliana Rana - è a tale punto che essi non si limitano a raccontare gli eventi piuttosto, spesso, in una gara a chi arriva prima tra diverse testate giornalistiche, a provocarli. E tali eventi hanno pure una sgradevole referenza sulle indagini in corso”.

Depistaggi su Denise, le ragioni della procura

La ragione di queste conclusioni è legata soprattutto alle differenti testimonianze che si sono susseguite in questi mesi e che hanno portato a una grossa mole di verifiche da parte della procura.

Tra queste: un aspirante acquirente della casa di Anna Corona che ha detto di aver visto una parete murata in garage, una volontaria animalista che ha raccontato di una cena in cui, dopo vari bicchieri di vino, Corona avrebbe confessato la morte di Denise e l’occultamento del suo cadavere in un non meglio identificato magazzino, una turista romana, che poi si è smentita da sola spiegando di essere stata suggestionata dalla tv, che ha detto di aver visto Denise con Corona dietro una tenda dell’albergo Ruggero II in cui la donna lavorava al tempo della scomparsa, e infine una donna che ha affermato di aver visto Giuseppe Della Chiave e la compagna (che al tempo, tra l’altro, neppure si conoscevano) alla stazione di Pescara con Denise il giorno della scomparsa.

C’è una certezza per i pm, è tutto falso. Ma resta l’interrogativo: perché questi sedicenti testimoni hanno reso queste dichiarazioni? Per la procura si tratta di un depistaggio, ma la ragione sembra essere legata appunto all’“influenza dei media”.

Per il momento, il caso Denise è fermo. “Allo stato - proseguono i pm - non sembrano percorribili utili spazi investigativi oltre alla notevole mole degli accertamenti disposti da aprile ad oggi. Soltanto se e quando chi ha commesso l'inumana azione di privare della libertà e dell'affetto dei suoi cari una bambina di quattro anni (ovvero chi di tale gesto è stato effettivo testimone) deciderà di rivolgersi alla procura della Repubblica o ad una forza di polizia, potrà questa vicenda trovare un colpevole che, allo stato, purtroppo non è possibile individuare”.

Piera Maggio cerca la verità

Ma le ricerche proseguono intanto, da parte di mamma Piera Maggio e del suo avvocato Giacomo Frazzitta, che non smettono di cercare la verità. “Dopo tanto chiasso, il silenzio ad alcuni fa un po’ paura, ma delle volte è anche necessario”, si legge sul profilo Facebook della donna questa mattina.

Denise è scomparsa il 1° settembre 2004 da Mazara del Vallo. La bambina aveva 4 anni e del suo sequestro è stata a suo tempo accusata la figlia di Corona, Jessica Pulizzi, figlia del padre naturale di Denise. Jessica è stata assolta in tre gradi di giudizio e nel tempo si sono susseguite diverse piste, molte delle quali si sono rivelate fallaci.

Questa nuova inchiesta degli ultimi mesi aveva dato grandi speranze a molte persone che sperano che Denise torni tra le braccia di mamma Piera. Che, da guerriera qual è, non si rassegna.

In un paese civile i bambini non spariscono nel nulla”, scriveva la donna su Facebook nei giorni scorsi. Ma al momento la sua sorte è comune ad altri genitori, da quelli di Angela Celentano a quelli di Mauro Romano.

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