Lecce, violenza sessuale su studentessa: condannato 21enne

La brutale aggressione avvenne il 29 giugno del 2017, a pochi passi dal centro cittadino

Lecce, violenza sessuale su studentessa: condannato 21enne

Un anno e otto mesi di reclusione. Questa la condanna inferta a Lamine Gueye, 21enne originario del Senegal ma domiciliato a Lecce, che il 29 giugno del 2017 finì in carcere con l'accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una studentessa universitaria svedese ma residente da qualche mese in Salento per il programma Erasmus.

Erano da poco trascorse le 3.30 quando in piazza Sant'Oronzo, dopo aver salutato gli amici e un gruppo composto da due ragazzi di origine senegalese, la vittima si avviò verso casa. Lungo il tragitto, in via Francesco Rubichi, la ragazza avvertì la strana sensazione (rivelatasi poi fondata) di essere pedinata. Di lì a poco, infatti, si trovò faccia a faccia con uno dei senegalesi. Gueye la fermò e le chiese ospitalità per la notte, in quanto a suo dire non aveva denaro e nemmeno un posto dove andare a dormire. Allarmata, la svedese gli spiegò che non era possibile e tentò di riprendere il tragitto. Ma l'uomo, infuriato per il diniego, la spinse contro un muro e iniziò a baciarla e a toccarla nelle parti intime. La ventenne in lacrime si divincolò e chiese aiuto telefonicamente ad un suo amico. Immediato l'allarme alla Polizia.

Sul posto gli agenti raccolsero la denuncia della malcapitata e allertarono i colleghi via radio. Il senegalese (irregolare sul territorio italiano) fu rintracciato e bloccato in via Fazzi, non lontano dal luogo dell'aggressione. Nel frattempo il personale della sala operativa riuscì a visualizzare le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza cittadino. Queste confermarono la testimonianza fornita dalla studentessa. Il 21enne fu arrestato con l'accusa di tentata violenza sessuale e condotto presso la casa circondariale del capoluogo salentino.

La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale, ai quali il pm Maria Consolata Moschettini aveva chiesto una condanna a due anni e quattro mesi. Alla ragazza, costituitasi parte civile, spetta anche il risarcimento del danno pari a diecimila euro.

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