Maglia contro Elsa Fornero, l'autrice piange e si dispera:  "Influenzata da Facebook"

Paola Francioni, la donna di "Fornero al cimitero", si scusa con Diliberto e ammette: "Sono una stupida, pensavo di essere ironica"

Maglia contro Elsa Fornero, l'autrice piange e si dispera:  "Influenzata da Facebook"

La Fornero al cimitero. E l'ideatrice della maglietta in un inferno psicologico, dopo il clamore mediatico sollevato dalla foto che la ritrae insieme a Oliviero Diliberto.

La protagonista dello scatto incriminato si chiama Paola Francioni. È una 57enne romana, casalinga, che - si legge in un'intervista rilasciata al Corsera - ora è distrutta, non esce più di casa, sa di avere fatto qualcosa di davvero stupido.

"Piango per quella maledetta scritta", spiega singhiozzando al telefono a chi la intervista. Prova a mostrare la sua buona fede, ricordando le tre mail inviate al ministro del Lavoro Elsa Fornero per scusarsi. E si dispera: non è arrivata nessuna risposta.

La Francioni si autoaccusa: "Sono una stupida. Ho pensato di farmi stampare quella maglietta con la scritta, pensavo di essere ironica". Non ci è riuscita. Questo è evidente. Colpa anche della rete? Lei dice così. Non scarica la colpa ma, insomma, quei discorsi "che leggo su Facebook, su internet: questa Fornero così ci ammazza, ci manda tutti al cimitero", sono loro ad aver dato il là.

Diliberto ha di che essere contento. Arrivano le scuse tanto agognate. Può continuare a negare. Perché lui la scritta su quella maglietta proprio non l'aveva vista. Pure se un video dimostra chiaramente che il tempo per dargli una bella occhiata lo aveva avuto eccome.

"Mi dispiace tremendamente anche per lui, finito in questo tritacarne", dice ancora la Francioni.

Che si sbilancia pure sul suo credo politico. Ha votato Berlusconi, è scesa in piazza con la Fiom, era lì a protestare per la pensione (del marito). Forse sulla politica, come sull'ironia della scritta al centro della diatriba, ha le idee poco chiare.

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