Mattarella contro ordinanza comune: no multe per chi chiede elemosina

Contro l’ordinanza emanata nel novembre 2016 si erano mosse due associazioni. Il Consiglio di Stato aveva dato ragione a queste ultime, nell’attesa del giudizio finale del presidente della Repubblica: Mattarella si è ora pronunciato, annullando il provvedimento

Mattarella contro ordinanza comune: no multe per chi chiede elemosina

L’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto fine alla diatriba legata al discusso provvedimento con cui il sindaco di Carmagnola (Torino), Ivana Gaveglio, aveva tentato di contrastare il fenomeno dell’accattonaggio in città.

L’ordinanza del primo cittadino, rappresentante di una giunta di centrodestra, era stata promulgata nel novembre del 2016. Questa prevedeva delle multe per chi fosse stato sorpreso a chiedere l’elemosina per strada, anche se in modo non molesto. Contro questa nuova norma si erano mosse due associazioni, vale a dire “Karmadonne” ed “Avvocato di strada”, che avevano inoltrato un ricorso straordinario nella speranza di contrastare la misura ritenuta iniqua.

Il Consiglio di Stato si era riunito per deliberare sulla questione, pronunciandosi a favore degli oppositori dell’ordinanza nello scorso mese di maggio, ma rimettendo la decisione finale al presidente della Repubblica. Mattarella ha replicato dopo cinque mesi, contrapponendosi, come atteso, contro la norma del regolamento comunale di Carmagnola.

Le motivazioni della sua decisione sono parzialmente riportate su “TorinoToday”. “Un sindaco non può in nessun caso colpire con provvedimenti punitivi chi si limita a chiedere l’elemosina, senza molestare o infastidire nessuno. Il primo cittadino non può utilizzare per altri scopi lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente, usato solitamente per situazioni di emergenza.”

Con questa spiegazione, dunque, il presidente della Repubblica pone la parola fine sulla questione, dando esecuzione all’annullamento dell’ordinanza, pur restando comunque perseguibile l’accattonaggio molesto.

“Siamo soddisfatti che venga stigmatizzato l’atteggiamento di quei sindaci che, anziché preoccuparsi di combattere la

povertà nei loro Comuni, puniscono i poveri.” Queste le dichiarazioni dell’avvocato Alessandra Ballerini, membro di una delle due associazioni che avevano fatto ricorso contro l’ordinanza.

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