Migranti, gli ematologi Ue preparano il "passaporto per le malattie"

Un "passaporto della malattia". È questa l'idea proposta dall'Associazione europea di ematologia-Eha per affrontare l'incremento delle malattie particolarmente diffuse fra migranti e rifugiati

Migranti, gli ematologi Ue preparano il "passaporto per le malattie"

Un "passaporto della malattia". È questa l'idea proposta dall'Associazione europea di ematologia-Eha per affrontare l'incremento delle malattie particolarmente diffuse fra migranti e rifugiati. L'associazione vorrebbe lanciare una sorta di documento che lo stesso paziente può mostrare ovunque arrivi in caso di emergenza. "L'aumento delle migrazioni ci mette davanti a una sfida che nei prossimi anni l'Europa non può non affrontare", avverte l'Eha, nel Vecchio continente "sta aumentando l'incidenza di malattie prima rare - osservano gli ematologi - Si è creato un nuovo bisogno di educazione e formazione del personale medico e sanitario, per poter assicurare una diagnosi e un trattamento appropriati. Inoltre, barriere linguistiche e politiche hanno un impatto sull'accesso alle cure".

Da qui l'idea di un docuemnto unico dedicato ai migranti che spesso non sono a conoscenza delle patologie.

A sottolineare questa idea è Maria Domenica Cappellini, docente di medicina interna all'università degli Studi di Milano: "Sarebbe utile pensare a come realizzare una sorta di 'passaporto della malattia', un documento da consegnare al paziente che lo potrà portare con sé quando cambia città, regione o Paese". Insomma "non servono grossi sforzi economici o gesti eroici", conclude Cappellini.

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