Il monito di Zangrillo: "Questa è la vera sindrome da long Covid..."

Il direttore del dipartimento di Anestesia e terapia intensiva dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano prova a spegnere gli allarmismi sui numeri dei contagi

Il monito di Zangrillo: "Questa è la vera sindrome da long Covid..."

Alberto Zangrillo è uno degli esperti più autorevoli in tema di Covid. Il direttore del dipartimento di Anestesia e terapia intensiva dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, e prorettore all'università Vita-Salute, da tempo insiste sulla necessità di cambiare la narrazione del Covid adattandola all'evoluzione dell'epidemia nel nostro Paese. Il professore non ritiene più opportuna la monopolizzazione dei media con le notizie riguardanti il coronavirus. Inoltre, anche il comunicato giornaliero del numero di nuovi contagi, e i dati relativi, appare in questo momento anacronistico. Per Zangrillo è tempo di iniziare a guardare avanti, anche partendo da questi dettagli.

Ha ribadito il suo pensiero con un post su Facebook. Poche parole ma significative, che fotografano alla perfezione il suo attuale punto di vista: "La manifestazione più grave e pericolosa di #LongCovid Syndrome è continuare a parlare sempre e solo di #COVID19". Che l'informazione sia stata monopolizzata, o quasi, dal flusso di notizie riguardanti il coronavirus è innegabile. In più, da ormai un anno e mezzo, quotidianamente viene diffuso il bollettino dei nuovi positivi, dei ricoveri e dei decessi. Numeri che in questo momento dicono molto poco su quella che è l'effettiva situazione sanitaria del Paese e che, secondo Alberto Zangrillo, contribuiscono a creare un clima di ansia perenne.

"Per gli Italiani responsabili e sani di mente, sotto quotidiano attacco mediatico, questi numeri non hanno alcun significato", aveva scritto lo stesso professore in un altro post condiviso il giorno prima su Facebook. Della stessa opinione di Alberto Zangrillo è anche Matteo Bassetti, il direttore della clinica Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. Nei suoi interventi, il primario ligure ha messo in evidenza come, nonostante si sia entrati nella quarta ondata, i numeri dei contagi siano nettamente inferiori rispetto a quelli della terza che si è sviluppata in autunno.

La scelta di continuare a diffondere il bollettino quotidiano del coronavirus crea nei cittadini la sensazione di vivere in un'emergenza continua, nonostante la situazione sembra si stia man mano risolvendo.

Grazie ai vaccini e all'esperienza maturata dall'inizio della pandemia a febbraio 2020, oggi gli ospedali riescono a gestire il flusso di pazienti Covid con più facilità. Una situazione che, per Alberto Zangrillo e non solo, è compatibile con la sospensione del bollettino quotidiano.

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