Il Nobel per la Medicina: "Ho abbandonato mia figlia in un orfanotrofio per studiare la malaria"

"Grandi risultati arrivano da grandi sacrifici". È questa la sintesi della vita del premio Nobel per la Medicina

Il Nobel per la Medicina: "Ho abbandonato mia figlia in un orfanotrofio per studiare la malaria"

Il nome di YouYou Tu era sconosciuto alla maggior parte di noi fino a quando ieri da Stoccolma non è arrivata la notizia che alla ricercatrice cinese era stato assegnato il premio Nobel per la Medicina.

E fino al 2005 nessuno in Cina e nel mondo conosceva il suo nome, né lo legava alla sua scoperta scientifica. È stato un ricercatore americano a compiere uno studio approfondito per arrivare al nome della donna.

Nata nel 1930, la chimica cinese è stata premiata per i suoi studi sull'artemisinina, un principio attivo naturale efficace contro la malaria.

È la dodicesima donna e primo medico cinese ad aggiudicarsi il Nobel per la Medicina, ma, soprattutto, è la prima in assoluto ad averlo fatto con una ricerca che affonda le radici nella medicina tradizionale cinese. Il corretto impiego della artemisinina, infatti, fu ritrovato in un testo cinese vecchio di 1600 anni, dopo che Tu e la sua équipe avevano testato circa duemila ricette dell'antica medicina cinese a base di erbe, per arrivare alla conclusione che l'unico estratto davvero efficace era quello prodotto dalla artemisinina.

"Come capo dell'équipe medica, dovevo prendermi le mie responsabilità", ha detto al New Scientist, che racconta la sua storia. la dottoressa Tu fu la prima a sottoporsi volontariamente al test clinico sugli esseri umani, che fortunatamente si rivelò un successo.

Per raggiungere questo risultato però, furono tanti i sacrifici personali che la dottoressa dovette affrontare. La rivista scientifica che l'ha intervistata nel 2011riporta: "Poco dopo essere stata chiamata per il progetto di ricerca promosso negli anni '60 dall'allora leader cinese Mao, Tu fu spedita nella provincia di Haina, una zona nel profondo sud dove la malaria mieteva numerose vittime, per osservare gli effetti della malattia con i propri occhi. Poiché il marito di Tu a quell'epoca aveva ricevuto l'ordine di rimanere nelle campagne, la scienziata dovette affidare la figlia di 4 anni all'orfanotrofio locale".

538em;">Quando Tu tornò a Pechino sei mesi dopo, la figlia non la riconobbe e si nascose dalla donna che era venuta per riportarla a casa. Ma Tu non sembra provare amarezza: "Il lavoro era la priorità, ero pronta a sacrificare senza tentennamenti la mia vita privata".

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