Palermo, al pranzo del Papa esclusi i migranti irregolari

Papa Francesco, nella sua visita in Sicilia, ha pranzato nella missione "Speranza e Carità". I migranti irregolari non hanno ricevuto il pass per poter entrare in sala

Palermo, al pranzo del Papa esclusi i migranti irregolari

I migranti irregolari sono stati lasciati fuori dal pranzo con il Pontefice? Papa Francesco, durante la giornata di ieri, si è recato anche presso la missione "Speranza e Carità", a Palermo. Un visita breve, quella dell'argentino in Sicilia, ma densa di tappe simboliche.

Era stato organizzato anche un pasto a base di pietanze tipiche siciliane. L'ex arcivescovo di Buenos Aires, come di consueto, ha scelto di non essere il destinatario di alcun privilegio: si è seduto in mezzo a tutti gli altri, vicino alle persone meno fortunate, ma tra la caponata, le olive nere e il tabulè, i responsabili hanno dovuto escludere qualcuno. Chi far sedere a mensa?

Chiunque, con ogni probabilità, avrebbe voluto consumare un pasto con papa Bergoglio seduto al proprio fianco. Un'occasione più unica che rara. Pare che i posti disponibili fossero 'solo' 160. Bisognava dunque tenere a mente un criterio utile. Secondo quanto riportato da Repubblica, come si legge su IlSismografo, le persone prive di regolare permesso di soggiorno sono state lasciate fuori. A entrare nella sala, quella messa a punto poco fuori la missione, quindi, sarebbero stati solo i migranti in possesso del documento che consente di rimanere sul nostro territorio nazionale per una durata di tempo variabile a seconda della tipologia rilasciata.

Il Santo Padre ha comunque optato per rivolgere un caloroso saluto a tutti i presenti, tanto all'interno quanto all'esterno della realtà fondata dal missionario laico Biagio Conte, senza fare alcuna distinzione di sorta. L'Unione Cristiani Cattolici Razionali ha interpretato così quanto accaduto: "...la Santa Sede ha voluto lanciare un piccolo messaggio, in coerenza con la predicazione del Papa: dovendo necessariamente operare una selezione tra coloro a cui è stata data la possibilità di pranzare con il Pontefice, si sono preferiti gli immigrati con regolare permesso di soggiorno".

Quasi come se in Vaticano (o nella missione palermitana) avessero voluto ribadire la bontà di

un'accoglienza limitata, ma questo contrasterebbe con chi, spesso e volentieri, "accusa" il pontefice, la Chiesa cattolica, la Santa sede e alcune associazioni cattoliche di promuovere un'immigrazione incontrollata e indiscriminata.

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