Rapporto interrotto: clandestino litiga con prostituta, arriva sconto

Il marocchino era stato colpito da un provvedimento di espulsione mai ottemperato. L'avvocato dello straniero: "Il mio cliente, oltre al danno quale consumatore, per quella notte deve pagare anche la beffa in quanto clandestino"

Rapporto interrotto: clandestino litiga con prostituta, arriva sconto

Il clandestino non riesce a raggiungere l'orgasmo durante il rapporto sessuale consumato con una prostituta, stufa di aspettare che il suo cliente arrivasse al momento clou: la discussione animata, poi le urla, infine l'arrivo della polizia, che fa da paciere tra i due litiganti riuscendo a strappare alla donna uno sconto di 10 euro sul costo complessivo della prestazione.

L'assurda vicenda, i cui dettagli sono stati riportati dalla PreAlpina, arriva da Busto Arsizio (Varese), ed ha visto come protagonista un uomo di nazionalità marocchina con dei precedenti di polizia alle spalle, già da tempo colpito da un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale mai ottemperato. L'extracomunitario, in cerca di emozioni forti a notte fonda, aveva pattuito il pagamento di 40 euro per poter consumare un rapporto sessuale con una prostituta.

Vista l'ora tarda (erano all'incirca le 2 del mattino) i due avevano deciso di appartarsi all'interno di una lavanderia automatica, una di quelle aperte 24 ore su 24 ma ovviamente vuota e quindi perfetta per l'occasione. Il rapporto tra i due, tuttavia, stava andando troppo per le lunghe, secondo quanto riferito in seguito dalla donna la quale, stufa di aspettare i comodi del suo cliente, aveva deciso di interrompere, certa che il tempo concesso al clandestino fosse più che sufficiente. Quest'ultimo, invece, il quale aveva già dato alla prostituta i 40 euro pattuiti, chiedeva di poter concludere al meglio il rapporto senza interruzioni e senza che la stessa gli mettesse fretta o pressioni.

Ecco spiegato il motivo per cui i due si sono messi a litigare furiosamente. Le urla hanno ovviamente attirato l'attenzione di alcuni residenti, che hanno contattato le forze dell'ordine. Quando gli agenti sono giunti sul posto, si sono trovati a dover risolvere una situazione complessa: da un lato lo straniero chiedeva la restituzione del denaro, dall'altro la donna rifiutava, convinta di aver compiuto il suo dovere.

I poliziotti sono riusciti a far raggiungere un accordo ai due litiganti : "La donna restituiva al suo cliente la somma di 10 euro quale risarcimento, in attuazione del codice dei consumatori, ovvero della cosiddetta garanzia con formula soddisfatti o rimborsati", questa la spiegazione degli uomini in divisa riportata dalla PreAlpina.

La vicenda è comunque finita dinanzi al giudice di pace, vista la clandestinità del nordafricano ed il non ottemperamento dell'espulsione.

"È stato sì condannato a 10mila euro di pena pecuniaria, ma gli sono state concesse le attenuanti generiche, solitamente negate ma stavolta ritenute da applicare in virtù delle circostanze, diciamo, particolari", ha spiegato ai giornalisti il legale del clandestino Riccardo Piga. "Il mio cliente, oltre al danno quale consumatore, per quella notte deve pagare anche la beffa in quanto clandestino", ha concluso.

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